Trump annuncia la data della pace
Il presidente americano Donald Trump ha fissato una data precisa per la fine del conflitto con l'Iran: il 9 aprile, che coincide con l'ultimo giorno della Pasqua ebraica. "Gli iraniani hanno accettato che non avranno mai un'arma nucleare", ha dichiarato Trump dalla Casa Bianca, come riporta AGI.
Secondo fonti pakistane citate dal Guardian, il vicepresidente JD Vance potrebbe assumere il ruolo di capo negoziatore americano. Nella squadra diplomatica figurano anche il segretario di Stato Marco Rubio e gli inviati presidenziali Steve Witkoff e Jared Kushner.
I negoziati segreti e le mediazioni internazionali
Come rivela Barak Ravid di Axios, gli Stati Uniti e un gruppo di mediatori stanno discutendo la possibilità di tenere colloqui di pace di alto livello già da giovedì, ma attendono ancora una risposta definitiva da Teheran. Trump ha sottolineato: "Stiamo parlando con le persone giuste, e loro vogliono concludere un accordo a tutti i costi".
Le grandi potenze si sono mobilitate per favorire il dialogo. Il presidente americano ha chiamato il premier indiano Narendra Modi per discutere della situazione nel Golfo, mentre ha rilanciato su Truth un post del primo ministro pakistano che offriva Islamabad come sede dei negoziati. Anche la Cina, attraverso il ministro degli Esteri Wang Yi, ha invitato tutte le parti a cogliere le opportunità di dialogo.
L'irrigidimento di Teheran e i nuovi equilibri di potere
Paradossalmente, l'eliminazione dei leader iraniani attraverso attacchi mirati israeliani ha portato al potere seconde file ancora più intransigenti. La nomina di Mohammad Bagher Zolghadr come successore di Ali Larijani al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, approvata dalla guida suprema Mojtaba Khamenei, rappresenta un segnale di ulteriore radicalizzazione.
I Guardiani della Rivoluzione hanno irrigidito le loro richieste: non solo la fine delle ostilità e garanzie contro future azioni militari, ma anche compensazioni per le perdite subite e il controllo formale dello stretto di Hormuz. Inoltre, secondo AGI, vogliono negoziare su qualsiasi limitazione al programma missilistico balistico, tema che Washington considera una linea rossa.
L'impatto economico sul PIL italiano
Mentre la diplomazia cerca una soluzione, Confindustria ha lanciato un allarme sui pesanti effetti economici del conflitto. Secondo un rapporto di viale dell'Astronomia citato da RaiNews, anche se la guerra dovesse terminare a breve, la crescita del PIL italiano sarà comunque ridimensionata a causa delle ripercussioni sui mercati energetici e delle catene di approvvigionamento.
Il doppio gioco dell'Arabia Saudita
Emerge un quadro complesso nelle mediazioni regionali. Come riporta il New York Times, l'erede al trono saudita Mohammed bin Salman avrebbe chiamato più volte Trump per convincerlo ad andare avanti fino al rovesciamento del regime iraniano. Per MbS, la guerra rappresenterebbe "un'opportunità storica" per ridisegnare il Medio Oriente, nonostante i rischi per i siti petroliferi sauditi.