La svolta pro-europea dell'Ungheria
L'Ungheria si appresta a vivere una svolta storica nelle relazioni con l'Unione Europea. Come riporta AGI Estero, Peter Magyar ha dichiarato durante la conferenza stampa post-elettorale che "gli ungheresi hanno chiaramente votato per ancorare saldamente l'Ungheria all'Ue indipendentemente da ciò che il governo uscente stesse pianificando".
Il futuro premier ha delineato una strategia radicalmente diversa rispetto ai 16 anni di governo Orban, promettendo una "politica costruttiva dell'Ue" e la ricerca di "compromessi sulle questioni spinose". Una chiara rottura con l'approccio conflittuale che ha caratterizzato l'era del leader nazionalista.
Fine degli scontri sistematici con Bruxelles
Magyar ha lanciato una frecciata diretta al predecessore, affermando che il nuovo governo "non andrà lì per combattere per il gusto di combattere, per poter scrivere sui cartelloni che Bruxelles è malvagia e deve essere fermata". Secondo quanto riportato da AGI, il leader riconosce le complessità dell'Unione Europea, descrivendola come "un'organizzazione complessa e burocratica" con "reti di lobby e interessi", ma sottolinea che "si possono trovare compromessi".
Gli ungheresi, ha aggiunto Magyar, "sono orgogliosi di far parte dell'Ue e della Nato", segnalando un ritorno ai valori euro-atlantici che erano stati messi in discussione durante il governo Orban.
Posizione ferma sull'Ucraina
Nonostante l'apertura verso l'Europa, Magyar ha mantenuto una posizione chiara sull'allargamento dell'Unione. Come evidenzia AGI Estero, il premier in pectore "non sostiene un'adesione accelerata dell'Ucraina all'Unione Europea", definendola "assurda". "Stiamo parlando di un Paese in guerra, è del tutto assurdo ammettere un Paese in guerra nell'Unione Europea", ha dichiarato Magyar.
Reazioni internazionali contrastanti
La vittoria di Magyar ha suscitato reazioni divergenti sulla scena internazionale. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitri Peskov, ha annunciato che "non si congratulerà con Peter Magyar poiché l'Ungheria è un Paese ostile". Secondo AGI, Peskov ha spiegato: "Non inviamo congratulazioni ai Paesi ostili. E l'Ungheria è un Paese ostile, sostiene le sanzioni contro di noi".
Tuttavia, Mosca ha mantenuto aperta la porta al dialogo, con Peskov che ha auspicato "relazioni pragmatiche" con la nuova leadership ungherese, sottolineando l'interesse russo a "costruire buoni rapporti con l'Ungheria, come con tutti i Paesi europei".
Di segno opposto la reazione della NATO: il segretario generale Mark Rutte ha avuto un colloquio telefonico con Magyar, dichiarando su X di non vedere "l'ora di collaborare con lui per rafforzare ulteriormente la sicurezza euro-atlantica".
Un "cambio di regime completo"
Magyar ha definito la sua vittoria elettorale non come "un semplice cambio di governo, ma un cambio di regime completo", promettendo di "garantire una nuova era" per l'Ungheria dopo sedici anni di leadership orbaniana.