L'arrivo di Meloni e le riunioni preparatorie

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata questa mattina all'Europa Building di Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo, in un momento di particolare tensione internazionale. Come riporta AGI, prima dell'avvio ufficiale dei lavori sono previste due cruciali riunioni di coordinamento informale presso gli uffici della Delegazione italiana.

La prima riunione, dedicata ai temi della competitività europea, vedrà la partecipazione del Cancelliere federale tedesco Friedrich Merz e del primo ministro belga Bart de Wever. La seconda, più significativa dal punto di vista politico, riguarderà le "soluzioni innovative in ambito migratorio" e coinvolgerà ben 16 Stati membri, inclusa la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il Medio Oriente irrompe nell'agenda

Quello che doveva essere il Consiglio europeo dedicato alla competitività si è trasformato in un vertice dominato dalle crisi internazionali. Secondo quanto riferisce AGI, la guerra in Medio Oriente è "entrata prepotentemente nell'agenda della riunione dei leader", ridefinendo completamente le priorità.

Il momento più atteso sarà l'intervento in videocollegamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che "con molta probabilità tornerà a chiedere alla UE di sbloccare il prestito da 90 miliardi concordato a dicembre 2025 e oggi bloccato dal veto ungherese di Viktor Orbán". Tuttavia, fonti diplomatiche europee riferiscono che "difficilmente si troverà un accordo in grado di rendere operativo il prestito nell'immediato".

La bomba ambientale nel Mediterraneo

Tra i temi più urgenti figura la questione della petroliera russa Arctic Metagaz, "danneggiata probabilmente da droni ucraini e alla deriva tra Italia e Malta con un carico stimato di 700-900 tonnelle di carburante". Come sottolinea AGI, si tratta di "una vera e propria bomba ambientale" che ha spinto i Paesi Med5 (Italia, Malta, Spagna, Cipro e Grecia) a inviare una lettera alla Commissione per richiedere "un approccio europeo al problema".

Il nodo energetico e la riforma ETS

Nel capitolo competitività resta centrale il dibattito sul sistema ETS (Emissions Trading System), il meccanismo europeo che impone un tetto alle emissioni di CO2. L'Italia, insieme ad altri nove Stati membri, chiede "un blocco delle regole attuali (ETS 1) fino al 2034", mentre l'UE mantiene la sua posizione sul mantenimento del sistema come strumento fondamentale per la decarbonizzazione.

Il tema del "prezzo dell'energia è il vero nodo del vertice", reso ancora più complesso da "un nuovo shock che ha fatto risalire i prezzi" dopo le conclusioni del ritiro di Alden Biesen del 12 febbraio.

Prospettive e sviluppi attesi

Il Consiglio, che potrebbe proseguire anche venerdì, affronterà inoltre il Quadro finanziario pluriennale e l'Industrial Accelerator Act. L'agenda prevede nel pomeriggio i temi di "difesa, sicurezza, migrazioni e, finalmente, competitività", con l'obiettivo di "trasformare in proposte le riflessioni" emerse nelle settimane precedenti.