L'attacco nel Mar Nero
Nelle prime ore di giovedì, il Mar Nero è stato teatro di un nuovo episodio di violenza che ha coinvolto una petroliera carica di greggio russo. Come riporta AGI, la nave 'Altura', di proprietà della compagnia turca Pergamon Shipping con sede a Istanbul, è stata attaccata a circa 14 miglia dal Bosforo utilizzando sia droni che mezzi di superficie autonomi.
La petroliera, che trasportava circa 140.000 tonnellate di petrolio provenienti dal porto russo di Novorossijsk sulla costa nord-orientale del Mar Nero, ha subito danni significativi alla parte superiore dello scafo e alla sala macchine. Secondo le prime ricostruzioni, l'imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua nella sala motori, costringendo l'equipaggio a lanciare un segnale di soccorso.
Una nave della 'flotta ombra'
L'episodio assume particolare rilevanza considerando lo status della petroliera coinvolta. Secondo quanto riporta AGI, la 'Altura' è classificata come unità della cosiddetta 'flotta ombra' sulla piattaforma MarineTraffic e risulta soggetta a sanzioni dell'Unione Europea dal 24 ottobre 2025.
La nave ha una storia complessa di cambi di proprietà e denominazioni. Inizialmente operava nella flotta della Besiktas Maritime come 'Besiktas Dardanelles', per poi essere acquisita nel maggio 2024 dalla Kayseri Shipping con sede a Panama e rinominata 'Kayseri'. Nel novembre 2025 è passata infine alla Pergamon Maritime di Istanbul, assumendo il nome attuale.
Reti internazionali e sanzioni
L'intreccio di sanzioni internazionali che coinvolge la petroliera rivela connessioni preoccupanti. Come evidenziato da AGI, Hector Varela De Leon, fondatore della Kayseri Shipping, è stato inserito nella lista nera degli Stati Uniti nel luglio 2025. La società risulterebbe inoltre riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, ex segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, ucciso da Israele nel febbraio 2026.
Le sanzioni contro la nave si sono susseguite a cascata: dopo l'UE, anche Svizzera e Ucraina l'hanno inserita nelle loro liste il 13 dicembre 2025, seguiti dal Regno Unito il 24 febbraio 2026.
Operazioni di soccorso
Nonostante la gravità dell'attacco, non si registrano feriti tra l'equipaggio. La petroliera è stata assistita dalla nave Erdek che si trovava nelle vicinanze, mentre sul posto sono intervenute le unità di soccorso Rescue 11 e Rescue 12 della Direzione generale per la sicurezza costiera turca, insieme alla motovedetta veloce Coastal Safety 5.
L'episodio rappresenta l'ennesimo caso di violenza nel Mar Nero, regione strategica per il traffico energetico ma sempre più instabile a causa delle tensioni geopolitiche in corso.