Il fronte del rifiuto si allarga

Come riporta l'agenzia AGI, si moltiplicano i dinieghi all'appello del presidente americano Donald Trump per una missione militare internazionale nello stretto di Hormuz. Il passaggio strategico, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, è diventato teatro di crescenti tensioni che hanno spinto Washington a cercare il sostegno di alleati e partner.

Regno Unito: sì alla coalizione, no alla NATO

Il premier britannico Keir Starmer ha tracciato una linea netta: Londra collaborerà per ristabilire la libertà di navigazione ma attraverso una coalizione di partner che includa Paesi europei, Stati del Golfo e Stati Uniti. "Non sarà e non è mai stata prevista come una missione della NATO", ha dichiarato Starmer, assicurando che il Regno Unito "non si lascerà trascinare in una guerra più ampia".

La ferma opposizione europea

Secondo quanto riportato da AGI, la Germania ha ribadito con forza che "la guerra contro l'Iran non ha nulla a che vedere con la NATO". Il portavoce governativo Stefan Kornelius ha sottolineato come l'Alleanza Atlantica sia un'organizzazione di difesa territoriale priva del mandato per interventi esterni. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha preferito proporre iniziative diplomatiche per garantire la sicurezza del passaggio.

La Grecia, nonostante guidi la missione navale europea Aspides nel Mar Rosso, ha escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento nello stretto di Hormuz. "Non esiste alcuna possibilità di intervento della Grecia", ha dichiarato un portavoce governativo.

Anche la Spagna ha invitato alla prudenza: il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha avvertito che "non bisogna fare nulla che aggiunga ancora più tensione o escalation" nella regione.

Alleati dell'Indo-Pacifico: no nonostante i legami strategici

Particolarmente significativi sono i rifiuti di Giappone e Australia. Tokyo, nonostante la storica alleanza con Washington e la forte dipendenza energetica dalle rotte del Golfo, ha escluso l'invio di mezzi militari. Analogamente, Canberra ha respinto l'ipotesi di partecipazione mantenendo una linea prudente malgrado il tradizionale allineamento strategico con gli Stati Uniti.

L'opzione Aspides: estensione in discussione

Come emerge dal rapporto AGI, in Europa si valuta una possibile estensione della missione navale UE Aspides dallo stretto di Hormuz. La missione, nata per proteggere le navi mercantili dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso, potrebbe rappresentare un'alternativa europea all'appello americano. Tuttavia, diversi governi europei considerano prematuro prendere decisioni nel breve periodo.

Le eccezioni atlantiste

Solo Polonia e Lituania, tradizionalmente molto atlantisti, si sono mostrati più aperti a valutare un eventuale appello statunitense. Tuttavia, anche Varsavia ha già fatto sapere attraverso il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski che il presidente Karol Nawrocki ha escluso la partecipazione delle forze armate polacche.