Una protesta diplomatica senza precedenti
La tensione geopolitica irrompe nelle Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Come riporta AGI, il Comitato Paralimpico ucraino ha annunciato il boicottaggio della cerimonia inaugurale del 6 marzo all'Arena di Verona, in segno di protesta contro la partecipazione degli atleti russi e bielorussi con i propri simboli nazionali.
La decisione ucraina rappresenta un gesto senza precedenti nel panorama paralimpico, che evidenzia come il conflitto bellico stia influenzando profondamente anche lo sport per atleti con disabilità.
I numeri della controversia
Secondo quanto riportato da AGI, saranno sei gli atleti russi e quattro i bielorussi autorizzati a partecipare ai Giochi paralimpici. La loro presenza è stata possibile grazie alla decisione dell'assemblea generale del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) del settembre 2025, che ha votato per la riammissione parziale di Russia e Bielorussia.
Il voto aveva visto 91 membri favorevoli al ritorno del Comitato russo nell'IPC contro 77 contrari, mentre per la Bielorussia i favorevoli erano stati 103 contro 63. Una maggioranza risicata che ha comunque permesso il ritorno dei due paesi con pieni diritti.
Le accuse di Kiev: 'Decisione puramente politica'
Il Comitato paralimpico ucraino, come riporta AGI, ha definito 'vergognosa' e di 'carattere puramente politico' la decisione dell'IPC. Nella comunicazione ufficiale, Kiev sostiene che Russia e Bielorussia 'non avevano il diritto di partecipare alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, in quanto non avevano alcuna licenza legale per i loro soggetti sportivi'.
La protesta ucraina si estende anche alla richiesta che 'la bandiera ucraina non venga utilizzata durante la cerimonia di apertura', in segno di dissenso verso quella che considera una presenza politica russa ai Giochi.
Il contrasto con le Olimpiadi
La situazione paralimpica presenta un evidente contrasto con quanto avvenuto nelle Olimpiadi invernali attualmente in corso. Durante i Giochi olimpici, gli atleti russi e bielorussi partecipano come 'individuali neutrali' sotto la bandiera AIN, senza inno nazionale e senza contribuire al medagliere ufficiale.
Questa differenza di trattamento tra eventi olimpici e paralimpici sottolinea le diverse posizioni assunte dai rispettivi comitati internazionali di fronte alla crisi geopolitica, creando un precedente che potrebbe influenzare future decisioni sportive internazionali.