Un processo storico che scuote la Chiesa polacca

Come riporta AGI, è iniziato oggi a Tarnow un processo penale senza precedenti nella storia giudiziaria polacca: il vescovo Andrzej Jez, 62 anni, è accusato di aver insabbiato episodi di pedofilia commessi da due sacerdoti della sua diocesi. Il caso segna una svolta storica nei rapporti tra giustizia civile e autorità ecclesiastiche in Polonia.

I crimini che scuotono la diocesi

Secondo quanto emerso dalle indagini, il vescovo Jez era a conoscenza dell'operato di due religiosi: padre Stanislaw P., ora ridotto allo stato laicale, definito un "vero predatore" responsabile di reati sessuali nei confronti di 95 bambini in Polonia e Ucraina tra il 1987 e il 2008, e don Tomasz K., accusato di aver abusato di tre minori tra il 2008 e il 2010.

La portata dei crimini di Stanislaw P. è particolarmente impressionante: AGI riporta che il religioso ha operato per oltre due decenni, estendendo la sua attività criminale anche oltre i confini nazionali.

La svolta legale del 2017

Il processo è stato reso possibile da un emendamento del 2017 al codice penale polacco che ha introdotto il reato di omessa denuncia di abusi sessuali. Questa modifica legislativa rappresenta un cambiamento paradigmatico nel sistema giudiziario polacco, dove ora le autorità religiose sono tenute per legge a denunciare i crimini sessuali di cui vengono a conoscenza.

Le tempistiche controverse

La diocesi di Tarnow ha difeso strenuamente l'operato del vescovo Jez. In una dichiarazione del 16 febbraio, come riferisce AGI, la Curia ha sostenuto che il prelato "ha correttamente osservato sia la legge civile che quella ecclesiastica", segnalando i casi alle autorità statali solo dopo l'entrata in vigore della nuova normativa.

Tuttavia, le tempistiche sollevate dall'accusa sono controverse: per Stanislaw P., il vescovo sostiene di essere venuto a conoscenza degli abusi solo nel 2019, quando ricevette documentazione dall'Ucraina. La segnalazione alle autorità giudiziarie avvenne nell'agosto 2020, ma emerge che una vittima aveva già informato la Procura di Opole nel 2010.

Un territorio di forte fede cattolica

Il processo assume particolare rilevanza considerando che la diocesi di Tarnow registra il più alto livello di pratica cattolica in Polonia. Secondo AGI, le ultime statistiche del dicembre 2025 mostrano un tasso di fedeli alla messa domenicale del 62,3%, il più elevato del Paese.

Il processo, inizialmente rinviato di quasi un anno per questioni di competenza territoriale, si svolgerà definitivamente a Tarnow dopo che la Corte Suprema polacca ha respinto il tentativo di trasferirlo altrove per evitare "percezioni di parzialità".