Il ritorno di una specie perduta
Dopo quasi 150 anni di assenza, le tartarughe giganti hanno fatto il loro storico ritorno sull'isola di Floreana, nell'arcipelago delle Galapagos. Come riporta AGI Estero, 158 giovani esemplari ibridi di età compresa tra 8 e 13 anni sono stati liberati con l'obiettivo di iniziare a ripristinare l'ecosistema dell'isola ecuadoriana.
La liberazione è stata strategicamente sincronizzata con l'arrivo delle prime piogge invernali della stagione, per garantire le migliori condizioni di sopravvivenza agli animali. "Sono abbastanza grandi da essere rilasciate e possono difendersi da animali come ratti e gatti", ha spiegato Fredy Villalba, direttore del centro di allevamento del Parco Nazionale delle Galapagos sull'isola di Santa Cruz.
Un patrimonio genetico prezioso
Questi non sono esemplari qualsiasi: secondo Christian Sevilla, direttore degli ecosistemi del Parco Nazionale delle Galapagos, le tartarughe hanno tra il 40% e l'80% del corredo genetico del Chelonoidis niger, la specie che si era estinta 150 anni fa. I migliori esemplari, con il lignaggio più forte, sono stati selezionati appositamente per questa missione di reintroduzione.
L'origine di questi ibridi è tanto affascinante quanto misteriosa: derivano dalle tartarughe scoperte nel 2020 sul vulcano Wolf, nell'isola di Isabela, una scoperta che ancora oggi lascia perplessi alcuni scienziati. Selezionando gli adulti con il corredo genetico più forte, il programma di allevamento mira a riportare gradualmente la specie Floreana estinta alla sua purezza precedente.
La tragedia dell'estinzione
La storia di Floreana è un drammatico esempio dell'impatto umano sulla natura. Due secoli fa l'isola ospitava circa 20.000 tartarughe giganti, ma la caccia alle balene, un incendio devastante e l'implacabile sfruttamento umano portarono alla loro completa estinzione alla fine dell'Ottocento.
"In termini genetici, reintrodurre sull'isola animali con una componente genetica significativa della specie originale è vitale", ha dichiarato il biologo Washington Tapia dell'Associated Press. Tapia, ricercatore e direttore di Biodiversa-Consultores, sottolinea che non si tratta semplicemente di ripopolare l'isola ma di ripristinare una stirpe perduta.
Le sfide del futuro
Con una superficie di circa 173 chilometri quadrati, Floreana è il punto più meridionale dell'arcipelago delle Galapagos, situato a circa 1.000 chilometri dalla costa continentale ecuadoriana. Le tartarughe reintrodotte dovranno condividere il territorio con fenicotteri, iguane, pinguini, gabbiani e falchi, oltre che con 200 abitanti umani.
L'adattamento non sarà facile: gli animali dovranno fare i conti con specie vegetali e animali non autoctone, come la mora e il guava, così come con ratti, gatti, maiali e asini introdotti dall'uomo. Il piano prevede la liberazione graduale di circa 700 esemplari in totale, un numero che potrebbe essere sufficiente a ristabilire un ecosistema funzionante.