Due giorni di stallo diplomatico

I negoziati tra Russia e Ucraina tenutisi a Ginevra il 17 e 18 febbraio si sono conclusi senza i risultati sperati. Come riporta AGI, l'ultima giornata di colloqui all'InterContinental Hotel è durata appena due ore, tre volte meno della sessione precedente, segnalando le crescenti difficoltà nel trovare punti di convergenza.

Il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky ha definito il dialogo "difficile" ed ha evitato di rispondere alle domande durante la conferenza stampa finale, secondo quanto riferito dal Moscow Times. Un atteggiamento che ha confermato lo scetticismo di molti osservatori sulla reale volontà di Mosca di raggiungere compromessi.

Il nodo del Donbass e delle infrastrutture strategiche

Al centro delle discussioni, condotte sia in formato bilaterale che trilaterale, ci sono stati i territori contesi e le "strutture infrastrutturali", con chiaro riferimento al destino del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Come ha dichiarato il presidente Zelensky, "le posizioni delle parti rimangono diverse e non si sono ancora registrati progressi significativi".

La Russia continua a chiedere il ritiro delle forze ucraine dalle aree ancora controllate da Kiev nella regione di Donetsk, che rappresenta circa il 20% del principale polo industriale dell'Ucraina orientale. Una richiesta che Zelensky, supportato dall'Europa, rifiuta categoricamente.

L'unico spiraglio: accordo tecnico-militare

Nonostante le divergenze politiche, è emerso un elemento positivo sul piano tecnico-militare. Secondo le dichiarazioni di Zelensky riportate da AGI, "i militari sanno come monitorare un cessate il fuoco e la fine della guerra, a patto che ci sia la necessaria volontà politica". Il presidente ucraino ha confermato che "in linea di massima, hanno raggiunto un accordo su quasi tutto" riguardo al monitoraggio, che "coinvolgerà sicuramente la parte americana".

Il ruolo marginale dell'Europa

Significativa l'assenza dell'Europa dai tavoli ufficiali di negoziato. Germania, Francia, Regno Unito e Italia hanno inviato rappresentanti che hanno incontrato a margine le delegazioni ucraina e americana. "Riteniamo che la partecipazione dell'Europa a questo processo sia indispensabile per la riuscita attuazione di accordi pienamente praticabili", ha sottolineato Zelensky, evidenziando una lacuna nella strategia diplomatica.

I colloqui si sono basati sul Piano americano presentato mesi fa, che prevede concessioni territoriali da parte dell'Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza occidentali. Tuttavia, come riporta Axios, i negoziati si sono arenati per le posizioni rigide di Medinsky, già protagonista dei primi colloqui del 2022.