Un'impresa criminale di portata globale

Come riporta l'agenzia AGI, citando fonti del Guardian, un gruppo di esperti indipendenti nominato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha analizzato i milioni di pagine dei file del caso Epstein, giungendo a conclusioni agghiaccianti. Secondo gli specialisti, le prove documentali suggeriscono l'esistenza di una "impresa criminale globale" che ha operato per decenni, commettendo atti di una gravità tale da avvicinare la soglia legale dei crimini contro l'umanità.

"La portata, la natura, il carattere sistematico e la portata transnazionale di queste atrocità contro donne e ragazze sono così gravi che alcune di esse potrebbero ragionevolmente rientrare nella soglia legale dei crimini contro l'umanità", hanno dichiarato gli esperti in un comunicato ufficiale.

Ideologie di supremazia e mercificazione delle vittime

Secondo quanto emerso dall'analisi dei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano, i crimini sarebbero stati commessi in un contesto pervaso da "convinzioni suprematiste, razzismo, corruzione e misoginia estrema". Gli esperti ONU hanno sottolineato come questi elementi abbiano contribuito a creare un sistema di "mercificazione e disumanizzazione di donne e ragazze".

I documenti finora resi pubblici hanno già identificato più di 1.200 vittime, un numero che potrebbe crescere con il proseguire delle pubblicazioni. La rete criminale di Jeffrey Epstein ha infatti coinvolto personalità di spicco della politica, finanza, mondo accademico e degli affari, sia prima che dopo la sua condanna nel 2008 per reati sessuali.

Richiesta di indagini indipendenti e critiche al processo

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno richiesto formalmente l'avvio di "un'indagine indipendente, approfondita e imparziale" per fare piena luce sui crimini documentati. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta, secondo il gruppo, a comprendere "come sia stato possibile commettere crimini simili per così tanto tempo" senza che le autorità competenti intervenissero efficacemente.

Nonostante il Congresso americano abbia approvato a novembre con ampio sostegno bipartisan una legge che impone la pubblicazione di tutti i fascicoli relativi a Epstein, gli esperti ONU hanno espresso preoccupazione per "gravi carenze di conformità e redazioni maldestre". Queste lacune hanno permesso la divulgazione di informazioni sensibili sulle vittime, causando ulteriori traumi.

Il fenomeno del 'gaslighting istituzionale'

Particolarmente dura la denuncia degli esperti riguardo al trattamento riservato alle vittime: "La riluttanza a rivelare informazioni complete o ad ampliare le indagini ha lasciato molte delle vittime con la sensazione di essere nuovamente traumatizzate e sottoposte a quello che descrivono come 'gaslighting istituzionale'". Questo termine indica una forma di manipolazione psicologica che fa dubitare le vittime della propria memoria e percezione attraverso negazione dell'evidenza e svalutazione.

Jeffrey Epstein, il miliardario al centro dello scandalo, fu trovato morto nella sua cella nel 2019 dopo essere stato nuovamente arrestato con l'accusa federale di traffico sessuale di minori. La sua morte è stata ufficialmente classificata come suicidio, ma ha lasciato molte domande senza risposta su una rete criminale che secondo gli esperti ONU potrebbe configurare crimini contro l'umanità.