Una proposta per accelerare l'Europa

L'idea di nominare Mario Draghi inviato speciale dell'Unione Europea per l'attuazione del suo stesso Rapporto sulla competitività sta guadagnando terreno tra gli eurodeputati. La proposta, lanciata dall'italiano Sandro Gozi insieme al collega Pascal Canfin di Renew Europe, punta a dare una svolta decisiva all'implementazione delle riforme europee.

Come spiega Gozi in un'intervista ad AGI, "riteniamo che ci sia bisogno di rafforzare e accelerare l'attuazione del rapporto Draghi", sottolineando che il lavoro dovrebbe coinvolgere non solo aspetti economici e finanziari, ma anche il funzionamento più ampio delle istituzioni europee.

L'urgenza delle riforme: solo il 15% attuato

I numeri parlano chiaro: secondo l'eurodeputato italiano eletto in Francia, "siamo solo a un 10-15% delle proposte di Draghi attuate". Una percentuale drammaticamente bassa che evidenzia la necessità di un approccio più incisivo per non procedere "a spizzichi e bocconi", come denuncia Gozi.

La proposta prevede che Draghi lavori "in maniera molto intensa" coordinandosi tra Consiglio europeo, le capitali dei 27 Stati membri, il Parlamento europeo e la Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Un ruolo di "agente interno di alto livello istituzionale" che sfrutti il rispetto e l'influenza dell'ex premier italiano.

La crisi della Groenlandia come catalizzatore

Un elemento cruciale nell'accelerazione del dibattito è stata la recente crisi artica. "C'è stato un cambio di passo, un risveglio molto brusco", conferma Gozi ad AGI, spiegando come anche i paesi nordici tradizionalmente scettici verso l'integrazione europea ora "sono i primi a chiederle".

La minaccia senza precedenti di un membro NATO verso un altro ha "certamente determinato un'accelerazione molto importante", che però deve essere "incanalata in delle decisioni e in dei passi in avanti concreti, non solo nell'emozione".

Superare i veti con creatività istituzionale

La strategia include anche il ricorso alle cooperazioni rafforzate, che permettono a un gruppo di almeno 9 paesi di procedere senza aspettare gli altri. "Prima era un tabù", osserva Gozi, "invece adesso viene invocata perché si capisce che non c'è tempo da perdere".

Il Parlamento europeo ha già adottato a larga maggioranza nell'ottobre 2025 il "Rapporto Gozi" che prevede il superamento dell'unanimità a favore della maggioranza qualificata, segnalando un chiaro orientamento verso riforme strutturali.

Il verdetto atteso a marzo

Secondo Gozi, "la maggioranza del Parlamento ha un'opinione molto positiva del lavoro che Draghi ha svolto" e sarebbe "favorevole a dare un incarico più operativo" all'ex governatore della BCE. La decisione finale spetta però al Consiglio europeo, che nel vertice formale di fine marzo a Bruxelles dovrà "trasformare in termini veri, formali, legislativi, finanziari, di bilancio" i discorsi fatti nel recente incontro informale ad Alden Biesen.