Il settore che ha sostenuto Assad si reinventa

Come riporta Wired Italia, le telecomunicazioni siriane rappresentano oggi uno dei settori più strategici per la ricostruzione del paese. Per quasi 25 anni, questo comparto è stato "una delle più salde assicurazioni sulla vita del regime" di Bashar al-Assad, garantendo finanziamenti, influenza e controllo del dissenso.

Secondo l'analista Lorenzo Trombetta, esperto di Siria e Medio Oriente, il settore era "molto personalizzato e legato in maniera organica al potere sotto Assad". Al centro di questo sistema c'era Syriatel, la compagnia di Rami Makhlouf, cugino dell'ex presidente, che controllava insieme a Mtn un vero duopolio delle comunicazioni.

La nuova corsa all'oro delle telco siriane

Oggi, il governo di Ahmed al-Sharaa sta preparando un'asta internazionale per una nuova licenza di telefonia mobile, che dovrebbe fruttare circa 700 milioni di dollari più altri 500 milioni per investimenti infrastrutturali. Si tratta di una svolta inedita rispetto al sistema centralizzato degli anni Assad.

Come evidenzia Wired Italia, diversi operatori del Golfo si sono fatti avanti: Ooredoo (controllata per il 70% dal Qatar) e la kuwaitiana Zain sono in prima linea, mentre Vodafone ha declinato l'invito. L'Arabia Saudita ha già siglato un pacchetto da quasi 2 miliardi di dollari che include un importante progetto di fibra ottica con Saudi Telecom Company.

Le sfide della ricostruzione digitale

Quattordici anni di guerra hanno devastato l'infrastruttura tecnologica siriana. Come riporta la fonte, diversi report stimano perdite per miliardi di lire siriane solo per cavi e materiali rubati, con una penetrazione internet relativamente bassa e connessioni tra le più lente della regione.

I nuovi signori delle telecomunicazioni

Secondo un'inchiesta di Reuters citata da Wired Italia, a gestire la macchina degli investimenti c'è Hazem al-Sharaa, fratello del presidente, che opera attraverso un "comitato segreto" mai annunciato pubblicamente. Questo organismo avrebbe negoziato acquisizioni per oltre 1,6 miliardi di dollari, inclusa la stessa Syriatel.

"L'élite al potere oggi aveva una struttura di telecomunicazioni a Idlib molto legata all'intelligence turca", spiega Trombetta. "Nello spostamento verso Damasco, molto del vecchio apparato è rimasto invariato. Perfino il logo di Syriatel è lo stesso".

Tra opportunità e rischi oligarchici

La Siria cerca di attrarre investimenti per una ricostruzione stimata tra 200 e 500 miliardi di dollari, con un PIL contratto di oltre il 50% rispetto all'era pre-bellica. Al-Sharaa ha dichiarato di aver portato "28 miliardi di dollari di investimenti in sei mesi" attraverso partnership con paesi del Golfo.

Tuttavia, come avverte l'analista, esiste il rischio che "il governo della Siria sia visto come uno strumento predatorio", dove si governa "per poter mettere le mani sulle risorse" piuttosto che per una redistribuzione equa.