Il ritorno dell'horror on the road

Come riporta Wired Italia, André Øvredal riporta sugli schermi un sottogenere che ha dominato l'horror americano per decenni. Passenger, dal 21 maggio al cinema, si inserisce nella tradizione di capolavori come The Hitcher - La lunga strada della paura del 1986 con Rutger Hauer, dimostrando come le strade isolate e notturne continuino a essere terreno fertile per il terrore cinematografico.

Una coppia in fuga dalla normalità

Il film segue Tyler (Jacob Scipio) e Maddie (Lou Llobell), una giovane coppia che ha abbandonato la vita stabile di New York per abbracciare l'esistenza nomade. Secondo la recensione di Wired Italia, il loro sogno di libertà si trasforma in incubo quando, durante una traversata notturna, si imbattono nelle vittime di un devastante incidente stradale. Da quel momento, una presenza maligna inizia a perseguitarli, costringendoli a confrontarsi con una maledizione secolare che colpisce i viandanti notturni.

Il talento registico di Øvredal

Il regista norvegese, già noto per Autopsy (The Autopsy of Jane Doe), Mortal e Demeter - Il risveglio di Dracula, dimostra ancora una volta la sua maestria nel genere horror. Come sottolinea Wired Italia, Øvredal "vanta una regia sicura e un buon discernimento su come, quando e quanto distribuire gli spaventi", creando una progressione narrativa dove l'intensificarsi dei jumpscare anticipa l'inevitabile confronto finale.

Atmosfere e effetti pratici

Una delle caratteristiche distintive di Passenger è l'approccio artigianale agli effetti speciali. Il regista norvegese si distacca dagli "artificiosi horror in CGI americani contemporanei", privilegiando atmosfere, musica e impianto sonoro per generare tensione. Il film presenta scene particolarmente riuscite, tra cui una sequenza in un parcheggio buio e una suggestiva reinterpretazione di un drive-in dove le immagini di Vacanze romane si riflettono nella foresta con esiti terrificanti.

Sacro e profano nel finale

Secondo l'analisi di Wired Italia, la parte conclusiva del film si trasforma completamente in "horror a sfondo religioso". La sovrapposizione tra folklore americano e iconografia cristiana emerge attraverso simboli come la medaglietta di San Cristoforo e la tonaca da prete della figura demoniaca. Le sequenze finali diventano un "tripudio religioso e iconoclasta" che fonde leggende popolari e parabole cristiane.

Limiti e potenzialità

Nonostante la competenza tecnica e gli "sprazzi ingegnosi", Wired Italia evidenzia come a Øvredal manchi "quell'eccesso e quella follia che un Oz Perkins o un Robert Eggers hanno nel DNA". Questa mancanza di audacia estrema impedisce al film di raggiungere lo status di horror memorabile, pur mantenendo un livello qualitativo elevato nel panorama del genere contemporaneo.