Il piano strategico di AI4I per l'industria 4.0

Come riporta Wired Italia, l'Istituto italiano per l'intelligenza artificiale (AI4I) ha presentato il suo ambizioso piano strategico 2030, puntando a "prendere il genio dell'intelligenza artificiale e metterlo dentro la lampada dell'industria italiana". Con sede alle OGR di Torino, l'istituto vuole trasferire i risultati della ricerca scientifica alle piccole e medie imprese italiane.

Il presidente Fabio Pammolli sottolinea che "l'adozione diffusa dell'intelligenza artificiale richiede coordinamento, investimenti complementari e capacità di progettazione", elementi chiave per trasformare la conoscenza in competitività industriale. Il piano si articola su sei pilastri fondamentali, dal centro di ricerca all'infrastruttura di supercalcolo Peano.

Peano: il supercalcolatore al servizio delle imprese

Il cuore tecnologico del progetto è Peano, l'infrastruttura di supercalcolo alimentata da 80 schede Blackwell B200 e 68 Hopper H200 di Nvidia, con 5 petabyte di storage. "La macchina sarà accesa nei prossimi giorni", annuncia il direttore generale Antonio Emilio Calegari, spiegando che la potenza sarà suddivisa tra ricerca interna, progetti aziendali e servizi per terzi.

L'obiettivo è offrire alle aziende un'alternativa alle infrastrutture dei giganti tech, evitando situazioni di "lock-in" e fornendo strumenti agili per lo sviluppo di soluzioni AI personalizzate.

Il triangolo dell'innovazione: dalla ricerca alla produzione

Secondo quanto riportato da Wired Italia, si sta completando un triangolo strategico dell'innovazione che vede AI4I collaborare con l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova per la robotica e la Fondazione Chips.it di Pavia per i semiconduttori. Questa sinergia copre l'intera filiera dell'intelligenza artificiale, dai chip al software fino alla robotica avanzata.

"Stiamo lavorando concretamente a collaborazioni scientifiche strutturate", spiega Pammolli, prevedendo laboratori congiunti e progetti di ricerca condivisi. Giorgio Metta, direttore scientifico di IIT, evidenzia le potenzialità della robotica umanoide per "automatizzare la fabbrica con le stesse infrastrutture pensate per l'uomo".

Le sfide e le opportunità del mercato

L'Italia si trova in una posizione ambivalente: è il quinto paese al mondo per installazioni di robot in fabbrica e secondo in Europa per export, ma sconta un ritardo significativo nel campo dell'AI, come evidenziato da un rapporto di Cassa Depositi e Prestiti.

Come riporta Adnkronos, il 100% delle aziende italiane che intendono istituire un Security Operation Center considera l'intelligenza artificiale indispensabile, nonostante le sfide legate alla mancanza di personale qualificato e ai costi di integrazione.

La piattaforma Suk per la democratizzazione dell'AI

Il progetto prevede anche Suk, una piattaforma e-commerce che mette in contatto imprese con fornitori di soluzioni AI certificate. Attualmente conta 92 produttori e 124 soluzioni, ma punta a coinvolgere oltre 8.000 aziende entro il 2030, contribuendo alla sostenibilità economica dell'istituto attraverso ricavi che dovranno crescere dai 4,9 milioni del 2026 ai 17,3 milioni del 2030.