Una protezione legale contro la clonazione vocale
Nel panorama sempre più preoccupante della clonazione vocale tramite intelligenza artificiale, Luca Ward ha deciso di giocare d'anticipo. Come riporta Wired Italia, il celebre doppiatore italiano - voce storica di Hugh Grant, Pierce Brosnan e Russell Crowe - ha registrato legalmente il proprio timbro come marchio sonoro, una mossa pionieristica per proteggersi dall'uso non autorizzato dell'AI.
"L'idea mi balenava in testa da parecchio tempo, almeno sette o otto anni", racconta Ward nell'intervista. La decisione è arrivata dopo aver consultato lo studio legale MPMLegal di Milano, guidato dall'avvocato Marco Mastracci, che gli ha confermato non solo la fattibilità dell'operazione, ma anche la sua semplicità.
Un investimento accessibile per tutti gli artisti
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, registrare la propria voce come marchio non è un'operazione costosa. Ward spiega che il costo si aggira intorno ai 1.000-1.500 euro, "una cifra fattibilissima per chiunque voglia proteggersi". La procedura è sorprendentemente semplice: "Tutto ciò che ho dovuto fare è stato registrarmi dicendo ad alta voce 'Io sono Luca Ward'".
L'iniziativa ha già suscitato grande interesse nel settore. Secondo quanto riferito da Ward a Wired Italia, "un sacco di gente: attori, doppiatori, cantanti" lo ha contattato per capire come replicare il processo. Il doppiatore sottolinea però che il problema non riguarda solo le professioni artistiche, ma anche "scrittori, sceneggiatori, giornalisti, chiunque lavora con i contenuti".
Un appello alle istituzioni per regolamentare l'AI
Ward non nasconde che la sua mossa ha anche un valore simbolico e dimostrativo. "Volevo anche lanciare un segnale, perché la questione non riguarda soltanto me. E bisogna far capire alle istituzioni che questa tecnologia va governata, non si può lasciare senza regole".
Il paragone che utilizza è eloquente: "Lei salirebbe su un aereo senza pilota? Io mai, e ho anche un brevetto da pilota. Ecco, lo stesso vale per le tecnologie: vanno bene finché c'è qualcuno che le controlla, ma non devono essere lasciate da sole al caso".
La sfida della clonazione vocale
Ward ammette che ci sono già stati tentativi di clonare la sua voce: "Hai voglia!". Tuttavia, ritiene che la sua voce sia "un po' difficile da replicare" per due motivi: è molto pulita e deve interpretare attori "completamente diversi tra loro", rendendo più complicato per un sistema di AI replicare tutte le sfumature.
Con il suo caratteristico humor, Ward conclude: "Io adesso spererei che qualcuno mi clonasse, così potrei finalmente smettere di lavorare e ritirarmi a vita privata, ma purtroppo non succederà".


