La lettera di Cameron al Congresso

James Cameron, il regista che ha fatto la storia del box office mondiale con Titanic e Avatar, è sceso in campo per difendere il cinema tradizionale. Come riporta Wired Italia, il filmmaker ha inviato una lettera al senatore repubblicano Mike Lee, presidente del sottocomitato sull'Antitrust, per esprimere la sua ferma opposizione alla possibile acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix.

"Credo fortemente che la paventata vendita di Warner Bros. Discovery a Netflix sarebbe disastrosa per il mondo del cinema nelle sale al cui ho dedicato tutto il lavoro di una vita", ha scritto Cameron nella missiva. Il regista, pur riconoscendo l'importanza della distribuzione multicanale, ha ribadito che "il mio primo amore rimane la sala cinematografica".

Il modello Netflix sotto accusa

Al centro delle preoccupazioni di Cameron c'è il modello di business di Netflix, che da anni riduce drasticamente la finestra temporale di permanenza dei film nelle sale cinematografiche. La piattaforma streaming mantiene solo il minimo necessario per essere considerata agli Oscar, privilegiando invece la distribuzione digitale.

Secondo il regista, l'applicazione di questo modello anche ai titoli Warner avrebbe conseguenze "fatali" per l'intera industria: "I cinema chiuderanno. Si faranno meno film. E la perdita di posti di lavoro sarà esponenziale", ha previsto Cameron nella sua lettera.

Una battaglia culturale oltre che economica

La risposta del senatore Lee non si è fatta attendere: "Abbiamo ricevuto segnalazioni da attori, registi e altri soggetti interessati a questa fusione e io condivido molte delle loro preoccupazioni". L'intervento di una personalità del calibro di Cameron ha ulteriormente intensificato un dibattito che, come sottolinea Wired Italia, "non è solo finanziario ma ha assunto fin da subito i connotati di una battaglia culturale sul futuro del cinema".

Non è la prima volta che Cameron si esprime su questo tema. Già nel novembre scorso, durante un'intervista al podcast The Town, aveva manifestato preferenza per l'offerta alternativa di Paramount-Skydance guidata da David Ellison, che distribuirà il suo prossimo progetto cinematografico.

La partita è ancora aperta

La situazione rimane fluida e complessa. Un gruppo di senatori democratici ha avviato un'indagine sulle operazioni finanziarie dietro l'offerta da 108 miliardi di dollari di Ellison, questionando anche i suoi legami con Donald Trump attraverso il padre Larry Ellison di Oracle.

Contemporaneamente, il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha riaperto i negoziati con Paramount, concedendosi tempo fino al 23 febbraio per valutare l'offerta in vista dell'assemblea degli azionisti del 20 marzo.