Il commissariamento confermato dal Tribunale
Il gip di Milano Roberto Crepaldi ha convalidato il decreto di controllo giudiziario d'urgenza nei confronti di Glovo-Foodinho, come riportano Il Sole 24 Ore e Adnkronos. La decisione conferma il provvedimento firmato dal pm Paolo Storari il 5 febbraio scorso, che aveva posto sotto controllo giudiziario la società spagnola del food delivery per presunto caporalato digitale.
Secondo quanto ricostruito da Wired Italia, al vertice aziendale si è affiancato il commercialista Adriano Romanò con il compito di risanare un sistema di gestione del lavoro ritenuto illecito. Il CEO Pierre Miquel Oscar risulta indagato per caporalato.
Le condizioni dei 40mila rider italiani
L'inchiesta del Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri ha svelato un quadro allarmante. Come evidenzia Wired Italia, i circa 40mila rider attivi in Italia (2mila solo a Milano) percepiscono appena 2,50 euro a consegna, lavorando tra 9-10 ore al giorno per sei giorni a settimana o anche tutti i giorni.
I guadagni mensili oscillano tra 600 e 1.400 euro lordi, cifre che al netto delle tasse e delle spese si traducono in redditi annui tra 9mila e 15mila euro - ben sotto la soglia di povertà per il 75% dei lavoratori sentiti dalla Procura. Nessuno risulta iscritto all'Inail, quindi privo di assicurazione contro gli infortuni.
Il controllo digitale e le molestie
Secondo le indagini, l'app di Glovo esercita un controllo capillare sui rider attraverso geolocalizzazione continua, assegnazione automatica degli ordini senza possibilità di negoziazione e sistemi di ranking che influenzano l'accesso al lavoro. "Se c'è un ritardo nella consegna Glovo mi contatta telefonicamente", ha testimoniato un rider, dimostrando la subordinazione lavorativa.
Emerge anche un sistema parallelo di gestione tramite gruppi WhatsApp come "Veterans" per accedere a turni migliori. Due rider donne, seguite dall'avvocata Giulia Druetta, hanno denunciato di aver subito avance sessuali per ottenere condizioni lavorative favorevoli.
L'ostruzionismo legale dell'azienda
Particolarmente grave la cancellazione dei dati dei lavoratori da parte di Glovo, giustificata dal nuovo rappresentante legale Rafael Narvaez Gracia come richiesta del Garante della privacy. Come sottolinea l'avvocata Druetta a Wired Italia, "è come se un'azienda avesse distrutto le buste paga dei suoi lavoratori", rendendo più difficile dimostrare la subordinazione nelle cause legali in corso.
L'azienda ha inoltre rifiutato ogni tentativo di conciliazione nei procedimenti davanti ai giudici del lavoro di Milano e Torino, mantenendo un atteggiamento non collaborativo che, secondo il pm Storari, rappresenta "una deliberata scelta per l'illecito".

