Le teorie di Epstein sulle dimissioni papali

Tra i documenti rilasciati dalla giustizia americana emerge un curioso scambio epistolare del 2013. Jeffrey Epstein, il controverso finanziere morto in carcere, si rivolgeva al giornalista investigativo Edward Jay Epstein (omonimo ma non parente) con una domanda precisa: "Cosa c'è dietro alle dimissioni del Papa?"

La risposta, datata 21 febbraio 2013, dipingeva un quadro di intrighi vaticani centrati sull'Istituto per le Opere Religiose (Ior), la banca del Vaticano. Secondo il giornalista, il vero cambiamento non erano le dimissioni di Benedetto XVI, ma i cambi al vertice dell'istituto finanziario pontificio.

Il caso Gotti Tedeschi e i Vatileaks

Le mail si concentrano sulla figura di Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior licenziato nel 2012 dopo indagini delle autorità italiane. Il banchiere era finito sotto inchiesta per presunte violazioni delle norme antiriciclaggio, ma la sua posizione fu successivamente archiviata.

Il documento cita anche il sequestro di 47 dossier presso l'abitazione dell'ex presidente, materiale che secondo le ricostruzioni conteneva informazioni "compromettenti" su non meglio identificati "nemici interni" del Vaticano.

L'ombra di Roberto Calvi

La corrispondenza si spinge indietro nel tempo, richiamando il caso di Roberto Calvi, soprannominato il "banchiere di Dio" per i suoi legami con lo Ior. Morto in circostanze misteriose nel 1982 sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, Calvi era stato presidente del Banco Ambrosiano al momento del suo crack finanziario.

Edward Jay Epstein aveva inviato a Jeffrey un'inchiesta di 16 pagine intitolata "Chi ha ucciso il banchiere di Dio?", collegando eventi distanti nel tempo attraverso il filo conduttore delle finanze vaticane.

La rete di contatti

Particolarmente significativo è il fatto che Jeffrey Epstein abbia immediatamente inoltrato queste informazioni a Larry Summers, economista ed ex segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton. Summers, che in seguito è stato membro del consiglio di OpenAI, ha dovuto lasciare l'incarico proprio a causa dei suoi legami con Epstein.