Il laboratorio che sembra uscito da Jurassic Park

Come riporta Wired Italia, alla periferia di Dubai si nasconde un complesso che sfida l'immaginario della città dei grattacieli: un laboratorio di biotecnologie animali dove la fantascienza diventa realtà quotidiana. Qui, tra recinzioni di sicurezza e punti di controllo sorvegliati, i ricercatori guidati dal direttore scientifico Nisar Ahmad Wani hanno trasformato la clonazione dei cammelli in un'industria fiorente.

Dal 2009, quando nacque Injaz - il primo cammello clonato della storia - questo centro ha prodotto decine di copie genetiche perfette ogni anno, alimentando un mercato che secondo gli esperti vale milioni di dollari nel Golfo Persico.

Tre mercati, un obiettivo: la perfezione genetica

Il successo commerciale della clonazione si basa su tre pilastri fondamentali. "Le corse di cammelli sono un'industria da milioni di dollari", spiega Wani a Wired. "Per questo i proprietari vogliono clonare i loro campioni". Un cammello vincitore può infatti generare profitti enormi attraverso la sua discendenza clonata.

Il secondo mercato riguarda i concorsi di bellezza, dove gli animali vengono giudicati secondo standard estetici rigidissimi. "Oggi la domanda è enorme", racconta il direttore scientifico. "Ricevo chiamate ogni giorno, per lo più per queste reginette di bellezza. Vogliono clonarle perché sanno di ritrovarsi una copia genetica identica".

Infine, l'industria casearia: il latte di cammello sta conquistando mercati europei grazie alle sue presunte proprietà medicinali. "Se c'è un cammello in grado di produrre 30 litri di latte, la domanda per i suoi cloni è altissima", aggiunge Wani.

Pionieri senza mappa: costruire una scienza da zero

Quando Wani arrivò a Dubai nel 2003, la clonazione dei cammelli era territorio inesplorato. "Cercavo di passare in rassegna la letteratura disponibile, ma trovavo pochissimo sui cammelli", ricorda. Il team ha dovuto sviluppare protocolli completamente originali, dai tempi di maturazione degli ovociti alle tecniche di coltura embrionale.

Il processo attuale prevede la rimozione del DNA dagli ovociti sotto microscopi ad altissimo ingrandimento, seguita dall'inserimento del materiale genetico del donatore. "Questo DNA è programmato per produrre pelle, quindi dobbiamo attivarlo perché inizi a comportarsi come una cellula embrionale", spiega Wani. Dopo 13 mesi di gestazione in madri surrogate, nasce un clone geneticamente identico all'originale.

Oltre il business: conservazione e medicina

Le applicazioni della tecnologia di Dubai vanno oltre il profitto. Nel 2017, il laboratorio ha clonato con successo il cammello battriano, specie a due gobbe con soli 200 esemplari rimasti in natura. Questa conquista scientifica apre scenari promettenti per la conservazione delle specie a rischio.

Ancora più affascinante è la ricerca sui nanocorpi, anticorpi dei cammelli più piccoli di quelli umani. "Possono attraversare la barriera emato-encefalica e raggiungere aree dove altri anticorpi non riescono ad arrivare", evidenzia il ricercatore, suggerendo applicazioni rivoluzionarie in neurologia e oncologia.