L'Escalation Cyber del 2025

Il 2025 ha segnato un anno record per la cybersecurity globale, con un aumento del 49% degli incidenti di sicurezza informatica. Come emerge dal rapporto Clusit presentato al Security Summit di marzo, questa crescita impressionante era largamente attesa dagli esperti del settore, che vedono nell'intelligenza artificiale generativa uno strumento sempre più sfruttato dai cybercriminali per orchestrare attacchi più rapidi ed efficaci.

Il dato più allarmante riguarda il cybercrime: 4.704 incidenti registrati nel 2025, con un balzo del 55% rispetto ai 3.039 del 2024. La severità degli attacchi è tale che il comitato scientifico Clusit ha dovuto introdurre un nuovo livello definito "extreme" per classificare quelli con conseguenze "gravi e sistemiche".

L'Asia nel Mirino, la Manifattura Sotto Attacco

A livello geografico, spicca l'incremento del 131% degli incidenti in Asia, mentre per settori la manifattura registra una crescita del 79%. Secondo l'analisi di Wired Italia, questo settore rappresenta un bersaglio ideale per i ransomware, poiché il blocco della produzione costituisce una leva potente per indurre le vittime al pagamento del riscatto.

Gli attacchi di spionaggio e sabotaggio, pur in crescita a causa del contesto geopolitico instabile, mostrano un aumento più contenuto (179 incidenti contro i 147 del 2024), probabilmente per la difficoltà nell'ottenere segnalazioni puntuali su questo tipo di operazioni.

Il Paradosso Italiano: Tanti DDoS, Pochi Danni

L'Italia presenta un quadro apparentemente contraddittorio. Con un aumento del 42% degli incidenti, il nostro Paese si allinea al trend globale, ma emergono peculiarità significative. La più evidente riguarda gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che rappresentano il 38,5% degli incidenti italiani contro appena il 6,4% del dato mondiale.

Come spiega Nunzia Ciardi, vicedirettrice dell'Agenzia per la Cybersecurity Nazionale, questa anomalia deriva dall'elevata eco mediatica che questi attacchi ricevono in Italia. "Qualsiasi incidente, anche di lieve entità, finisce per diventare un dato statistico", creando un effetto di "gonfiamento" delle statistiche senza rappresentare un problema realmente grave.

Progressi Incoraggianti nella Prevenzione

Dietro i numeri allarmanti si celano però segnali positivi per l'Italia. Il dato più incoraggiante riguarda gli attacchi che sfruttano vulnerabilità note dei software: a fronte di un aumento globale del 65%, l'Italia registra una diminuzione del 79% (da 67 a 14 incidenti).

Secondo Alessio Pennasilico del Comitato Scientifico Clusit, questo miglioramento deriva da un quadro normativo e organizzativo più evoluto, incluso il sistema di alert automatici dell'ACN per le nuove vulnerabilità. Anche gli incidenti ad alta severità mostrano un incremento limitato al 12% contro il 49% globale.

Le Sfide Ancora Aperte

Nonostante i progressi, permangono criticità strutturali. Il presidente onorario di Clusit, Gabriele Faggioli, sottolinea come gli investimenti italiani in cybersecurity rapportati al PIL siano meno della metà di quelli degli altri Paesi del G7. Particolare preoccupazione desta il settore delle PMI manifatturiere, storicamente sotto-investite in sicurezza informatica.

Un episodio emblematico delle vulnerabilità persistenti emerge dall'intervento di Silvio Ferrari di Fastweb-Vodafone, che ha rilevato 11.000 servizi Telnet esposti su internet - un protocollo del 1969 notoriamente insicuro che ha suscitato le risate degli esperti presenti.