Una rivoluzione culturale nel fashion system

La moda italiana sta vivendo una trasformazione epocale nel suo rapporto con l'arte. Come riportato da Io Donna, durante l'evento "Mecenati di moda" tenutosi negli spazi della Galleria Deloitte a Milano nella settimana di Miart, è emerso un dato significativo: il 66% delle aziende di moda è impegnato in attività culturali e artistiche, mentre il 68% investe su heritage e artigianato.

"Il rapporto tra moda e arte è un rapporto che risale all'inizio dei tempi. Quello che cambia oggi è che le aziende del settore moda investono in arte e lo considerano un investimento strategico", ha spiegato Barbara Tagliaferri, Head of Arts & Culture di Deloitte. L'evento ha riunito protagonisti del calibro di Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Antonio Marras e Angela Missoni.

Due filoni strategici di investimento

Secondo l'analisi di Deloitte, le aziende seguono due direttrici principali. Il primo filone riguarda "un investimento nella cultura del mestiere, nell'artigianalità", mentre il secondo si concentra su "vere proprie iniziative di cultura quali fondazioni, partnership e investimenti in progettualità di arte e cultura".

Questa evoluzione segna il passaggio da un approccio di semplice sponsorizzazione a una strategia integrata, dove cultura e business si fondono in un ecosistema sinergico.

L'importanza della misurazione dell'impatto

Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, ha sottolineato come "l'investimento in arte, ed in supporto alla cultura può essere valorizzato dando delle indicazioni non soltanto qualitative di quello che è lo sforzo effettuato dal brand della moda sul territorio, ma anche misurandone gli impatti con degli indicatori".

Le collaborazioni tra artisti e brand stanno aumentando, ma richiedono strutture sempre più professionali. Come evidenziato da Ida Palombella, Global Lead Fashion & Luxury di Deloitte, "le partnership che hanno al centro la creatività hanno la necessità di strutturare fin dall'inizio una buona relazione e formalizzarla, sia sotto il profilo della cessione e utilizzo dei diritti d'autore".

Moda come forma d'arte riconosciuta

Fabiana Giacomotti, responsabile de "Il Foglio della Moda", ha osservato come "la moda, che ha bisogno di essere riconosciuta sempre di più, si affianca al settore che le è più affine, quello appunto dell'arte". Questo processo aiuta anche "il pubblico a conoscere l'arte perché per quanto si possa dire il brand ha comunque un valore di riconoscimento".

La ricerca Deloitte conferma che la moda italiana si sta trasformando in un ecosistema culturale integrato, capace di unire valore economico e creativo, superando la tradizionale definizione di "arte applicata" per aspirare a un riconoscimento artistico pieno.