Un debutto alla regia carico di emozioni

Lina Sastri compie il grande passo dietro la macchina da presa con 'La casa di Ninetta', film che segna il suo esordio registico e che andrà in onda stasera alle 21.30 su Rai 3. Come riporta Io Donna, l'opera è tratta dal romanzo omonimo che l'attrice napoletana pubblicò nel 2009 con Guida Editori, un libro in gran parte autobiografico dedicato alla memoria della madre.

Una storia universale attraverso l'esperienza personale

Il film racconta la storia di Ninetta (Angela Pagano), una donna carismatica affetta da Alzheimer i cui ricordi si confondono a causa della malattia. Quando sua figlia Lucia (Lina Sastri), attrice di successo, torna a Napoli per visitarla, si innesca una serie di flashback che intrecciano passato e presente. Secondo quanto evidenziato da Sky TG24, la pellicola affronta con delicatezza e profondità il legame tra madre e figlia sullo sfondo di una Napoli luminosa e malinconica.

La casa dove vive Ninetta, accudita amorevolmente da tre signore (Antonella Morea, Antonella Stefanucci, Franca Abbategiovanni) che sono diventate più parenti che badanti, diventa un luogo sospeso tra memoria e oblio. Come spiega Io Donna, i ricordi rievocano anche le illusioni di Ninetta quarantenne (Maria Pia Calzone), costretta a crescere da sola i figli a causa dell'assenza del marito Alfonso (Massimo De Matteo), spesso in Brasile per lavoro.

Un cast di grandi attrici napoletane

Il film si avvale di un cast quasi interamente femminile che valorizza il talento delle attrici napoletane. Angela Pagano, interprete di Ninetta anziana, è stata una grande del cinema e della televisione, attiva fin dagli anni '50 con Eduardo De Filippo e scomparsa nel 2024 all'età di 87 anni. Maria Pia Calzone, che interpreta Ninetta giovane, ha raccontato alla conferenza stampa del Bif&st 2024: "Sua madre è una donna che, nonostante non abbia avuto una vita facile, ha sempre avuto uno sguardo alto verso l'orizzonte e il mare".

Napoli protagonista emotiva

La città partenopea non è solo sfondo ma diventa protagonista emotiva del racconto. Come sottolinea Io Donna, si tratta di un ritratto di Napoli lontano dagli stereotipi, una città viva e ricca di contraddizioni che testimonia ricordi ed emozioni attraverso le generazioni. Lina Sastri ha spiegato: "Il film parla di me, di mia madre, della mia famiglia. Ma non è un film nostalgico, piuttosto è una riflessione sul presente".

Dal libro al teatro al cinema

Il progetto ha avuto un percorso artistico particolare: nato come romanzo autobiografico, è stato successivamente adattato in un monologo teatrale nel 2010 e ora trova la sua forma definitiva nel cinema. L'opera mantiene un ritmo poetico e riflessivo, evitando sia il folklore napoletano che il sentimentalismo, per offrire invece una riflessione profonda su amore, gelosia, tradimento e perdono.