Una storia che ha sconvolto il mondo

Come riporta Amica, "La voce di Hind Rajab" arriva stasera alle 21.15 su Sky Cinema Uno dopo aver conquistato la Mostra del Cinema di Venezia 2025 con una standing ovation di quasi 24 minuti, record assoluto che ha superato quello de "Il labirinto del fauno" del 2006.

Il film della regista tunisina Kaouther Ben Hania racconta la vera storia di Hind Rajab, bambina palestinese di 6 anni rimasta intrappolata il 29 gennaio 2024 in un'auto sotto il fuoco di un carro armato israeliano che aveva già ucciso i suoi familiari durante l'invasione della Striscia di Gaza.

La forza di una voce reale

La pellicola si basa interamente sulla registrazione autentica di 70 minuti in cui Hind chiamò la Mezzaluna Rossa, implorando aiuto mentre era ferita alla schiena e alle gambe. Secondo quanto riportato da Amica, questa registrazione è stata verificata e analizzata dal Washington Post, Sky News e Forensic Architecture, diventando "uno dei documenti sonori più strazianti di questo conflitto".

"Volevo concentrarmi sull'invisibile", ha dichiarato la regista, "l'attesa, la paura, il suono insopportabile del silenzio quando l'aiuto non arriva". Ben Hania ha mantenuto l'audio originale integro, con tutti i fruscii e disturbi, senza alcun tentativo di migliorarlo tecnicamente.

Un cast palestinese per una storia palestinese

La protagonista Saja Kilani, attrice e poetessa palestinese-giordana-canadese, interpreta Rana, l'operatrice che rimane in linea con Hind. Al suo fianco Motaz Malhees, nato a Jenin e cresciuto artisticamente al Freedom Theatre, che non ha potuto partecipare agli Oscar 2026 a causa delle restrizioni sui visti dell'amministrazione Trump.

Il cast si completa con Amer Hlehel, veterano di "Paradise Now" vincitore del Golden Globe, e Clara Khoury, celebre per "Rana's Wedding" di Hani Abu Assad. Come produttori esecutivi si sono aggiunte personalità di Hollywood tra cui Brad Pitt, Joaquin Phoenix e Alfonso Cuarón.

Cinema come resistenza all'amnesia

"Ho sentito una registrazione audio in cui Hind Rajab chiedeva aiuto", racconta Ben Hania ad Amica. "La sua vocina si faceva strada nel caos, chiedendo semplicemente di non essere lasciata sola. Nel momento in cui l'ho sentita, qualcosa dentro di me è cambiato".

La regista ha ottenuto il permesso dalla madre di Hind, Wisam Hamada, ancora a Gaza. "Se la madre di Hind avesse detto di no, avrei rinunciato", ha confessato. Solo dopo quel consenso ha iniziato a scrivere la sceneggiatura, intervistando gli operatori della Mezzaluna Rossa.

Il film evita deliberatamente le immagini violente, concentrandosi invece su ciò che è "invisibile": l'attesa, la paura, l'impotenza di chi ascolta senza poter agire. "Il cinema può preservare un ricordo", ha scritto Ben Hania. "Il cinema può resistere all'amnesia".