Mentre Il Diavolo Veste Prada 2 si prepara al suo tour promozionale, emerge una domanda irresistibile: come si vestivano le protagoniste durante la promozione del primo film nel 2006? La risposta è un concentrato di glamour anni Duemila che oggi guardiamo con nostalgia e curiosità.
Un'epoca diversa per i red carpet
Come sottolinea Vanity Fair Italia, il 2006 rappresentava un'era completamente diversa per i red carpet cinematografici. "Erano gli anni in cui sul red carpet si andava in modo molto diverso da oggi: il method dressing non aveva ancora colonizzato le nostre vite", spiega la testata. I press tour non erano ancora "estensioni dirette delle passerelle" e tra una première e un photocall c'era spazio per look "meno studiati, più istintivi e, in certi casi, piacevolmente casual".
Streep e Hathaway: già nei loro personaggi
Secondo l'analisi di Vanity Fair, il cast iniziava già "fuori dallo schermo, a incarnare l'universo del film". Meryl Streep appariva "più algida e impeccabile", anticipando la temibile Miranda Priestly, mentre Anne Hathaway mostrava una "freschezza in trasformazione" che rispecchiava perfettamente il percorso di Andy Sachs nel film.
Al Festival di Venezia 2006, Hathaway sfoggiò un elegantissimo vestito bianco di Alberta Ferretti, mentre Streep optò per un look "perfettamente abbinato" che, come nota la rivista, "impartisce una lezione su come Miranda Priestly si veste sul red carpet, ancora prima che sapessimo chi Miranda Priestly fosse".
I look iconici del tour mondiale
Il tour toccò le principali capitali mondiali, da New York a Los Angeles, da Londra a Tokyo. Alla première newyorkese, Emily Blunt si presentò in un tubino lilla "quasi lingerie" che "sprizza 2006 da tutti i pori", mentre Hathaway scelse un elegante abito rosso dove "di Andy Sachs non c'è rimasto proprio nulla".
Particolarmente memorabile fu l'apparizione di Hathaway alla première di Los Angeles in un abito giallo Prada che, secondo Vanity Fair, "anticipa di 10 anni il vestito giallo di Emma Stone in La La Land".
Lo stile anni Duemila in piena espressione
Gli outfit del 2006 rappresentavano perfettamente l'estetica dell'epoca: "vestitini svasati, décolleté con la punta scoperta, jeans a vita bassa e silhouette molto più leggere e rilassate". Un guardaroba che la rivista descrive come "lontanissimo" da oggi, ma che "aveva qualcosa di perfetto per il film: un po' Runway, un po' Andy Sachs prima della trasformazione".
Un'eredità di stile duratura
Come conclude Vanity Fair Italia, questi look costituiscono "una piccola retrospettiva di stile che oggi, tra nostalgia e curiosità, funziona ancora benissimo". Rappresentano non solo "i codici estetici di un'epoca", ma anche il modo in cui le attrici iniziavano già a incarnare i loro personaggi iconici, creando un ponte perfetto tra finzione cinematografica e realtà del red carpet.



