Un'analisi linguistica del Festival

Lorenzo Coveri, professore di Linguistica italiana e accademico della Crusca, ha espresso un giudizio severo ma equilibrato sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2025. Secondo l'esperto, il festival si presenta come "prudente, medio, normalizzato", senza elementi che possano sorprendere o disturbare il pubblico.

Le tendenze linguistiche emergenti

Dall'analisi di Coveri emergono tre filoni principali nei testi sanremesi. Persistono elementi della tradizione canora italiana, con l'uso di rime, inversioni e giochi fonetici su monosillabi come 'me', 'te', 'sai', 'fai'. La corrente cantautorale mantiene un approccio poetico, con circa 20 canzoni su 30 che si rivolgono a un "tu" indefinito, spesso l'amante.

Il rap, terza componente significativa, si contamina con la tradizione della canzone d'autore italiana, perdendo parte della sua carica innovativa originale.

Intertestualità e citazioni

Particolarmente ricca risulta la presenza di citazioni musicali, da "Andamento lento" a "Resta con me", che richiama la napoletana "Resta cu 'mme" degli anni '60. Spiccano i riferimenti a Mogol, Battisti, Battiato, De Gregori e Dalla. Significativa la prima citazione di Luigi Tenco in un brano sanremese, definita dall'esperto come "l'abbattimento di un tabù".

Lingua e trasgressione

Sul fronte della trasgressione linguistica, il Festival mostra moderazione. I dialettismi sono limitati, le parolacce rare ("fottere" compare solo due volte, contro le quattro-cinque dell'anno precedente). Anche le parole straniere si limitano ad anglismi di routine come "baby" e "feeling", con qualche eccezione francese di Elettra Lamborghini e spagnola di Samurai Jay.