Un'edizione senza tricolore

La 79ª edizione del Festival di Cannes (12-23 maggio) si presenta quest'anno senza la presenza di film italiani nelle sezioni competitive e non competitive principali, una situazione che non è passata inosservata durante la conferenza stampa di vigilia. Come riporta ANSA, il delegato generale Thierry Fremaux ha affrontato la questione con il suo consueto mix di diplomazia e ironia.

La battuta sui Mondiali mancati

"Questo è anche l'anno in cui l'Italia non sarà ai Mondiali di calcio, quindi abbiamo aggiunto al danno la beffa... sono due volte desolato", ha dichiarato Fremaux, alternando riflessioni serie a battute che alleggeriscono il clima. La sovrapposizione tra l'assenza cinematografica e quella calcistica crea infatti un particolare dispiacere per gli appassionati italiani.

Il ricordo de 'Le Città di Pianura'

Per stemperare le polemiche, Fremaux ha voluto ricordare i successi recenti del cinema italiano al festival. "Vi ricordo che l'anno scorso il film di Sossai, Le città di pianura, era qui a Cannes ed ha appena vinto otto statuette ai David, lo festeggeremo e aspetteremo il prossimo film", ha sottolineato il delegato generale, riferendosi al trionfo del film ai David di Donatello 2024.

La ciclicità del cinema internazionale

Fremaux ha poi contestualizzato l'assenza italiana nell'ambito più ampio della programmazione cinematografica internazionale. "Anche in altri anni non c'erano stati film italiani in competizione e lo scandalo era stato più grande", ha ricordato, evidenziando come queste situazioni facciano parte della naturale ciclicità del cinema.

Il delegato ha anche fatto riferimento alle edizioni precedenti: "L'anno scorso avevamo in gara Martone, mentre il film formidabile di Paolo Sorrentino (La Grazia) che ha debuttato a Venezia, non era pronto per Cannes e non ha aspettato. È la vita".

L'amore immutato per il cinema italiano

Nonostante l'assenza di quest'anno, Fremaux ha voluto rassicurare sulla posizione del festival verso la cinematografia italiana. "Amiamo sempre il cinema italiano e l'Italia in generale", ha concluso, lasciando intendere che si tratta di una pausa momentanea piuttosto che di un allontanamento strutturale.

La dichiarazione sottolinea come Cannes mantenga un rapporto privilegiato con il cinema italiano, che negli anni ha saputo distinguersi sulla Croisette con autori del calibro di Fellini, Antonioni e, più recentemente, con le nuove generazioni di registi.