Un allestimento che sfida le convenzioni
Il Teatro Valli di Reggio Emilia si prepara ad accogliere una delle opere più amate di Gioachino Rossini con un approccio scenico rivoluzionario. 'L'italiana in Algeri', in programma dal 20 febbraio, si presenta al pubblico attraverso la visione contemporanea del regista Fabio Cherstich, che trasforma il capolavoro rossiniano in una riflessione sui meccanismi del potere e della seduzione.
Una villa incompiuta come metafora del caos
La scenografia di Nicolas Bovey abbandona i tradizionali orientalismi per creare un ambiente volutamente instabile: una villa in costruzione dove materiali edili si mescolano ad arredi domestici abbandonati. Questa scelta riflette la natura stessa della musica di Rossini, caratterizzata da un'energia in perenne movimento che Cherstich definisce come 'meccanismi in movimento' piuttosto che personaggi psicologicamente definiti.
Un cast di primo livello
La produzione vanta interpreti di grande calibro: Giorgio Caoduro veste i panni del bey Mustafà, mentre Laura Verrecchia dà vita all'intraprendente Isabella. Ruzil Gatin interpreta Lindoro e Marco Filippo Romano completa il quadro nel ruolo di Taddeo. Al podio dell'Orchestra Toscanini, Alessandro Cadario propone un approccio filologicamente rigoroso che rispetta le intenzioni originali del compositore pesarese.
Un viaggio attraverso l'Italia
Dopo le rappresentazioni reggiane, lo spettacolo inizierà una tournée che toccherà Modena, Ravenna e Trento nel corso di marzo, per poi approdare nella prossima stagione nei teatri del circuito OperaLombardia, garantendo una diffusione capillare di questa originale interpretazione dell'opera rossiniana.




