Un'eredità intellettuale contro l'indifferenza

A più di un anno dalla scomparsa di Michela Murgia, avvenuta il 10 agosto 2023, arriva in libreria un'opera che conferma la sua capacità di provocare e far riflettere. 'Lezioni sull'odio', pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero, raccoglie i contenuti di alcune conferenze tenute dalla scrittrice sarda negli anni precedenti alla sua morte.

L'odio come ultimo tabù sociale

Con la sua consueta ironia tagliente, Murgia affronta quello che definisce l'ultimo tabù della società contemporanea: l'odio. "Più del sesso o della morte", scrive l'autrice, questo sentimento resta innominabile eppure universale. Con provocatoria sincerità, la scrittrice ammetteva di provarlo "da due a sei volte alla settimana".

Un percorso tra cultura popolare e alta letteratura

Il volume intreccia riferimenti colti e popolari: dalle antiche maledizioni della tradizione sarda ai Salmi biblici, da Grazia Deledda alle epistole di San Paolo. Attraverso questo caleidoscopio culturale, Murgia costruisce la sua tesi più audace.

La rivendicazione del diritto all'odio

L'autrice di 'Accabadora', Premio Campiello 2010, non propone un'apologia dell'odio cieco, ma una sua riabilitazione etica. Il bersaglio legittimo di questo sentimento sono "i prevaricatori, i prepotenti, tutti coloro che non credono nella responsabilità collettiva del bene".

Citando l'esempio gramsciano di 'Odio gli indifferenti', Murgia dimostra come l'odio, se "riconosciuto e disciplinato", possa trasformarsi in strumento di giustizia sociale piuttosto che in forza distruttiva.