L'ispezione ministeriale a Ca' Giustinian
Come riporta ANSA, gli ispettori del Ministero della Cultura sono arrivati nel primo pomeriggio di oggi a Ca' Giustinian, sede della Biennale di Venezia, per acquisire informazioni sulla controversa riapertura del padiglione russo alla prossima Esposizione d'Arte, in programma dal 9 maggio. La possibilità di un intervento ispettivo era nell'aria già da marzo, ma il ministro Alessandro Giuli ha deciso di agire concretamente.
Il sostegno europeo alla linea dura di Giuli
La posizione del ministro italiano trova pieno appoggio dalle istituzioni europee. Secondo quanto riferito da ANSA, il commissario Ue alla Cultura Glenn Micallef ha dichiarato che "l'apertura del padiglione di Mosca è incompatibile con i principi europei". Micallef ha annunciato che non parteciperà alla Biennale "fino a quando la Russia sarà invitata".
Durante la plenaria di Strasburgo, il commissario ha rivelato una misura ancora più drastica: "L'Agenzia Ue per l'istruzione e la cultura ha notificato agli organizzatori l'intenzione di ritirare il contributo di 2 milioni di euro a meno che la decisione sul padiglione russo non sia ritirata".
Le reazioni politiche e le accuse di censura
Non mancano le polemiche politiche sulla vicenda. L'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Carolina Morace ha definito il ritiro dei fondi Ue "una forma di censura", mentre il deputato M5s Gaetano Amato ha parlato di "faida interna alla destra", accusando Giuli di fare "il soldatino" per mettere pressione politica su Buttafuoco.
La questione dei premi internazionali
Alla base dei nuovi controlli c'è anche la decisione della Giuria internazionale della Biennale Arte di escludere dai premi Russia e Israele, definendo i loro leader "accusati di crimini contro l'umanità". Questa scelta ha ulteriormente inasprì i rapporti tra il Ministero e la direzione della Biennale.
Verso il commissariamento
Secondo ANSA, si fa sempre più concreta la possibilità di un commissariamento della Fondazione. Il Decreto Legislativo del 29 gennaio 1998 prevede lo scioglimento del consiglio di amministrazione in caso di "gravi irregolarità nell'amministrazione" o "gravi violazioni delle disposizioni legislative".
Il rapporto tra Giuli e il presidente Pietrangelo Buttafuoco è ormai ai minimi storici. Il ministro ha già annunciato che diserta l'inaugurazione del 9 maggio, dopo aver inutilmente chiesto le dimissioni della rappresentante del Mic nel CdA, Tamara Gregoretti.
La difesa della Biennale
La Fondazione Biennale ha ribadito in una nota del 23 aprile "l'assoluto rispetto delle norme" e di aver agito "in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti". La direzione nega qualsiasi aggiramento delle sanzioni europee e rivendica la correttezza delle procedure adottate con tutti i Paesi partecipanti, Russia compresa.




