Una sorpresa inaspettata a quasi 90 anni

"Io compio l'avventura di restare", recitano alcuni dei suoi versi più celebri. E Elio Pecora è rimasto davvero, anche se questa mattina ha vissuto una sorpresa che non si aspettava. Come riporta l'ANSA, il poeta originario di Sant'Arsenio, in provincia di Salerno, ha appreso tramite una telefonata della redazione di aver ricevuto il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, approvato dal Consiglio dei ministri due giorni fa.

"Non ero stato informato", ha confessato il poeta che il 5 aprile raggiungerà il traguardo dei 90 anni, aggiungendo però di essere "molto contento" e "grato" per questo riconoscimento inaspettato.

La legge Bacchelli: un aiuto per le eccellenze in difficoltà

Il vitalizio che Pecora ha ottenuto è previsto dalla legge del 1985 intitolata allo scrittore Riccardo Bacchelli, autore di capolavori come "Il mulino del Po". La normativa consente di conferire un sostegno economico fino a 24.000 euro annui a personalità di "chiara fama" nel campo delle scienze, lettere, arti, economia, lavoro e sport che versino in particolare necessità economica.

Tra i beneficiari di questo aiuto statale si annoverano nomi illustri della cultura italiana: i poeti Alda Merini e Dario Bellezza, il romanziere Daniele De Giudice, il cantautore Umberto Bindi e gli attori Alida Valli e Salvo Randone.

Una carriera senza tutele previdenziali

Secondo quanto riferito dall'ANSA, Pecora ha raccontato di non aver "mai avuto nulla, finora, dallo Stato" e di non aver "mai pensato di chiedere qualcosa". La sua situazione economica precaria deriva anche da scelte professionali comuni a molti intellettuali della sua generazione: "Per anni ho effettuato collaborazioni in programmi culturali alla radio, ho scritto sui giornali, senza, purtroppo, accertarmi del versamento dei contributi all'Inps".

La pratica per accedere al fondo Bacchelli aveva subito in passato dei rallentamenti burocratici "per una piccola proprietà immobiliare, senza grande valore, nel paese in cui sono nato". Ostacoli finalmente superati, come ha sottolineato con soddisfazione il poeta.

Un'opera letteraria di grande valore

Residente a Roma dagli anni '60, Pecora ha costruito una carriera letteraria di tutto rispetto con oltre venti raccolte poetiche, tra cui le celebri "Rifrazioni" e "La chiave di vetro", oltre al romanzo "Estate" pubblicato da Bompiani e diverse fiabe e monologhi teatrali.

Particolarmente significativo è stato il suo rapporto con Sandro Penna, poeta che ha frequentato fino alla morte nel 1977 e a cui ha dedicato la biografia "Una cheta follia", pubblicata prima da Frassinelli e poi da Sperling & Kupfer. Quest'opera ha contribuito sensibilmente alla riscoperta e diffusione dell'opera penniana.

La critica ha definito la poesia di Pecora "nitida e netta", caratterizzata da versi che indagano il presente con tenerezza e nostalgia, come testimonia questa strofa: "Eravamo la goccia che chiude il mondo e l'incauta felicità la nota che s'alza dal flauto e penetra il cielo".