La Biennale di Venezia si prepara a uno dei suoi appuntamenti più attesi dell'anno con la presentazione dei tre Festival internazionali delle arti dal vivo. Come riporta ANSA, l'evento coinvolgerà 470 artisti in 158 appuntamenti distribuiti tra teatro, danza contemporanea e musica contemporanea.

Il Teatro di Willem Dafoe: 'Alter Native'

Il primo a calcare le scene sarà il Festival del Teatro, dal 7 al 21 giugno, con la rassegna 'Alter Native' curata dall'attore e regista Willem Dafoe. Il titolo racchiude una duplice interpretazione filosofica: "L'idea è quella di pensare ad Alter come a un cambiamento e Native come alla propria natura. Oppure Alter come altro e Native come la cultura di provenienza", spiega Dafoe.

Tra i protagonisti spiccano nomi di calibro internazionale: il greco Christos Stergioglou, il Leone d'argento Mario Banushi, il regista giapponese Satoshi Miyagi e la compagnia indonesiana Bumi Purnati. L'Italia sarà rappresentata da Emma Dante, Leone d'oro alla carriera, che presenterà in prima assoluta "I fantasmi di Basile".

La Danza e il Tempo che Non Esiste

Dal 17 luglio all'11 agosto sarà la volta del 20° Festival internazionale di Danza contemporanea, diretto da Wayne McGregor. Il titolo scelto, "Time Does Not Exist", si ispira alle teorie del fisico Carlo Rovelli. Come sottolinea il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, il coreografo "ci invita a mettere in discussione la concezione lineare e uniforme del tempo, poiché esso è, come suggerisce la fisica moderna, una relazione tra eventi".

Questa visione trasforma la danza in "un luogo privilegiato per esplorare questa complessità", rendendo il corpo e il movimento strumenti di indagine filosofica e scientifica.

Il Suono dell'Infanzia

In autunno, dal 10 al 24 ottobre, il Festival di Musica contemporanea "A Child of Sound" chiuderà la trilogia. Il titolo richiama "un ritorno all'origine" per rispondere a una domanda fondamentale: "Qual è il primo suono della nostra memoria, possiamo trovarci nella dimensione di ascolto puro, quello dell'infanzia?"

Arte Oltre i Confini

Un aspetto particolarmente significativo di questa edizione è la presenza di artisti provenienti da paesi attualmente in conflitto. Parteciperanno il coreografo israeliano Emanuel Gat, il musicista iraniano Mohammad Reza Mortazevi in dialogo con la musicista americana Lyra Pramuk, e il coreografo libanese Omar Rajeh.

"È sempre stato così. Penso che il ruolo della Biennale sia quello di riunire voci diverse all'interno della comunità", commenta McGregor. "Questo è lo scopo dell'arte, non intrattenere ma provocare, e trasportarci in quello che è sconosciuto".

Una posizione che trova pieno accordo nella direttrice artistica della Biennale Musica, Caterina Barbieri: "Non potevo esprimere meglio il concetto".

Il presidente Buttafuoco, pur non entrando nel merito delle recenti polemiche sulla presenza del padiglione russo, ribadisce la centralità dell'arte: "L'arte non è decorazione, l'arte è l'espressione immediata, è ciò che ci consente di arrivare dritti al punto. Anticipa quel che verrà e, grazie all'arte, noi abbiamo la consapevolezza di avere un orizzonte universale".