Una struttura invisibile ma fondamentale
Il pavimento pelvico rappresenta una delle strutture anatomiche più importanti ma meno conosciute del corpo femminile. Come spiega la dottoressa Chiara Pigozzi, fisioterapista specializzata in riabilitazione pelvi-perineale alla Fondazione Gaetano e Piera Borghi intervistata da Elle Italia, si tratta dell'insieme di muscoli, fasce e tessuti che chiude il bacino e sostiene vescica, utero e retto.
"Quando una donna recupera controllo su una parte così intima del proprio corpo, il pavimento pelvico diventa una risorsa e un alleato", afferma l'esperta. La riabilitazione di questa zona non riguarda infatti solo aspetti fisici, ma anche psicologici: attraverso il recupero del controllo, le donne ritrovano autonomia, sicurezza e fiducia nel proprio corpo.
Quando intervenire: i segnali da riconoscere
Secondo quanto riportato da Elle Italia, molte donne sottovalutano i primi segnali di disfunzione del pavimento pelvico. "Perdite di urina quando si tossisce, si ride o si corre non sono normali", avverte la dottoressa Pigozzi. Altri sintomi che meritano attenzione includono dolore durante i rapporti sessuali, sensazione di peso pelvico, difficoltà a svuotare bene vescica o intestino, e tensione costante nella zona perineale.
Il rischio più comune è adattarsi al disturbo considerandolo inevitabile, quando invece esistono strumenti concreti per affrontarlo. La riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbe essere considerata non solo in presenza di sintomi, ma anche in ottica preventiva, specialmente durante fasi specifiche della vita come gravidanza, menopausa o prima di interventi chirurgici importanti.
Sfatare i miti: non sempre serve rafforzare
Uno dei principali equivoci riguarda la convinzione che il pavimento pelvico vada sempre rinforzato. "Molte donne pensano che sia sempre troppo debole, ma spesso accade il contrario", chiarisce l'esperta a Elle Italia. In alcuni casi il problema è un pavimento pelvico troppo teso, oppure una coordinazione non corretta tra addome, respiro e muscolatura perineale.
Gli esercizi di Kegel, spesso considerati la soluzione universale, non sono adatti a tutte le situazioni. "Gli esercizi arrivano solo dopo una valutazione individuale approfondita tra paziente e fisioterapista", sottolinea la dottoressa Pigozzi. La personalizzazione è fondamentale: prima viene la valutazione, poi l'eventuale allenamento.
Il percorso riabilitativo personalizzato
La riabilitazione del pavimento pelvico va ben oltre i semplici esercizi. Come evidenzia Elle Italia, si tratta di un vero percorso terapeutico che può includere tecniche manuali, biofeedback, elettrostimolazione e soprattutto educazione su come gestire le attività quotidiane.
Il percorso inizia con un colloquio approfondito e una valutazione individuale per capire come lavorano questi muscoli profondi. L'obiettivo è migliorare la funzione e restituire alla persona una maggiore familiarità con questa parte del corpo, spesso ignorata fino alla comparsa di sintomi.
Gravidanza e oltre: prevenzione attiva
Durante gravidanza e post partum, il pavimento pelvico affronta sfide particolari. "Sostiene un peso crescente, si adatta ai cambiamenti posturali e nel parto vaginale affronta uno dei momenti di massimo carico biomeccanico", spiega la fisioterapista.
Per questo è cruciale agire preventivamente, conoscendo la situazione di partenza per individuare eventuali fragilità. Nelle prime sei settimane dopo il parto, il focus è su respirazione, postura e gestione dei carichi quotidiani, rispettando i tessuti in guarigione.




