Lea Gavino ha scelto di ampliare i suoi orizzonti artistici, affiancando alla consolidata carriera di attrice un nuovo percorso come cantautrice. Come riporta Vanity Fair Italia, l'artista ha rilasciato il suo EP d'esordio '11 Volte' lo scorso 1° maggio, un progetto che segna "un nuovo capitolo artistico" presentato anche sul prestigioso palco del Concertone del Primo Maggio di Roma.

Un'arte che nasce dal conflitto

"Se nella recitazione interpreto parole e storie scritte da altri, nella musica trovo invece uno spazio autentico in cui dare voce ai propri pensieri", spiega Gavino nell'intervista a Vanity Fair. L'EP esplora "le complessità delle relazioni, della crescita e dell'identità" attraverso uno sguardo intimo e raffinato.

Il brano che dà il titolo al progetto rappresenta un momento di svolta personale per l'artista: "È il primo che mi ha fatto sentire davvero 'grande'", confida. La canzone racconta un contrasto profondo tra fragilità e rinascita, dove "ho pianto undici volte" diventa metafora di un percorso emotivo intenso.

Dalla sofferenza alla rinascita

"Sono una persona che sente tanto, anche troppo a volte. Però credo anche che senza sofferenza la vita perderebbe qualcosa", rivela Gavino. Il pezzo centrale dell'EP ha "qualcosa di quasi liturgico" e rappresenta l'idea che "poi arriva qualcuno che fa rifiorire tutto, proprio come accade a maggio, il mese della rinascita".

L'artista non nasconde la sua predisposizione all'amore, anche quando doloroso: "Anche quando mi dico 'basta', poi finisco sempre per innamorarmi di nuovo. È una cosa difficile, ma è anche una mia grande passione".

Il tradimento raccontato in 'Serratura'

Più energico e "arrabbiato" è invece il brano 'Serratura', che secondo l'intervista rilasciata a Vanity Fair "nasce da qualcosa di reale" e racconta un tradimento vissuto in prima persona. "È quella sensazione di non essere mai al centro, di essere sempre 'la seconda'", spiega l'artista, descrivendo la complessità emotiva della scoperta del tradimento.

"La curiosità ti porta a voler sapere, e da lì non si torna indietro", riflette Gavino sulla dinamica dolorosa della rivelazione, aggiungendo che "spesso non c'è nemmeno una vera soluzione".

Progetti futuri e nuove sfide

L'estate porterà nuove opportunità live per Gavino, con un tour in preparazione e possibili partecipazioni a festival estivi. Ma l'artista guarda anche oltre la musica: "Sto lavorando da anni a un film", rivela, sottolineando come la scrittura di una sceneggiatura richieda "uno sguardo più distaccato" rispetto alla composizione musicale.

Il valore simbolico del Concertone del Primo Maggio rimane centrale nel suo percorso: "Per me ha un valore personale enorme, perché segna l'inizio del mio percorso pubblico. Pensare a dove ero un anno fa mi emoziona moltissimo".