Il caso che ha scosso un padre

Tutto inizia con Chiara, 12 anni, che divora i libri della serie Limitless di Karim B. chiusa nella sua camera. Come riporta Io Donna, il padre si sente fortunato vedendo la figlia preferire la lettura al cellulare, finché non scopre cosa sta realmente leggendo: «Mi afferra le cosce e mi spalanca le gambe, sistemandosi tra di esse. La punta del suo membro mi stimola l'entrata, già bagnata e scivolosa, e mi penetra con una spinta decisa».

Un fenomeno editoriale senza precedenti

Il dark romance, evoluzione del romanzo rosa tradizionale, ha conquistato il mercato italiano con numeri impressionanti. La serie Limitless ha venduto oltre 300mila copie, mentre case editrici come Sperling & Kupfer, Newton Compton e Mondadori si contendono questo segmento in forte espansione.

«Sappiamo bene che si rivolge anche a una fascia di pubblico inaspettatamente giovane», ammette Marco Figini, direttore editoriale di Magazzini Salani, come riportato da Io Donna. Il fenomeno è alimentato dai social media, particolarmente TikTok, dove le recensioni di giovanissime influencer promuovono titoli sempre più estremi.

Contenuti controversi mascherati da romanzi per ragazze

I libri del genere esplorano tematiche come violenza, abusi, consenso dubbio e relazioni tossiche. Alcuni titoli come Sick Boys di Clarissa Wild elencano esplicitamente i contenuti: «consenso dubbio, violenza, omicidio, degradazione, sottomissione, piccole ferite, soffocamento».

Tuttavia, i titoli più popolari tra le preadolescenti non riportano alcun avvertimento visibile. La controversa classificazione a «peperoncini» introdotta da alcuni editori viene definita da Martina Donati di Mondadori come un «alleggerimento per i librai», mentre Figini la considera «una strizzata d'occhio simpatica» piuttosto che un reale avvertimento.

Le voci critiche del mondo letterario

«Noi autori abbiamo espunto il sesso dai nostri libri e le ragazzine lo vanno a cercare altrove, in un tipo di letteratura stereotipata, violenta e sessista», denuncia la scrittrice Giulia Binazzi, come citato da Io Donna. I critici sottolineano come questi romanzi presentino sistematicamente figure femminili in ruoli sottomessi, intente a redimere personaggi maschili traumatizzati e abusanti.

Il business del romance: festival e merchandising

Al Festival del Romance di Milano, oltre 5mila persone hanno pagato 35 euro per incontrare le loro autrici preferite. L'evento, che secondo Io Donna somigliava a «una bolgia di giovani, prevalentemente adolescenti», mostra la portata commerciale del fenomeno.

Per un autografo di Hazel Riley, autrice della saga Game of, le fan aspettano fino a tre ore. Il merchandising abbonda: segnalibri, gadget, «box sorpresa» che trasformano la lettura in un'esperienza commerciale totale.

Il dilemma dei genitori

Molti genitori si trovano spiazzati. Annalisa, madre di una 13enne, racconta: «Gli ho dato un'occhiata dopo che l'aveva già preso ma non mi sembra proprio il caso. Però non si può solo vietare, per questo sono venuta a controllare». La sfida è trovare un equilibrio tra libertà di lettura e protezione dei minori in un mercato che spesso antepone i profitti alla responsabilità sociale.