Il potere terapeutico del giardinaggio
"Un giardino, un semplice isolotto di rigoglio, era un'avventura intellettuale e insieme emotiva, che poteva raccontarmi con esattezza, curarmi con rigore, abbracciarmi con le sue foglie, ancorarmi con le sue radici". Con queste parole poetiche, come riporta Io Donna, Claire Elder introduce il lettore nel mondo di Merel, protagonista del suo nuovo romanzo "La botanica degli amori perduti".
Merel è una botanica esperta in farmacologia che acquista una casa in rovina con un giardino abbandonato, decisa a farlo rinascere. Ma dietro questa scelta apparentemente semplice si nasconde un dolore profondo: la fine traumatica di un "amour fou" con Stan, l'uomo della sua vita, rovinato dall'interferenza di Anders, un manipolatore che ha spinto l'amato ad abbandonarla.
Quando il passato bussa alla porta
Sette anni dopo quella separazione devastante, Merel ha trovato nella sua casa-rifugio un equilibrio precario. Il contatto quotidiano con la terra e le piante ha iniziato a rigenerare la sua anima ferita. Secondo quanto racconta l'autrice a Io Donna, la sera Merel scrive lettere all'innamorato perduto, elaborando lentamente il trauma attraverso la scrittura e il giardinaggio.
La tranquillità viene però spezzata dall'arrivo di Vikki, una giovane e fragile vicina di casa verso cui Merel sviluppa un istinto protettivo. La scoperta che Vikki è sposata con Anders - lo stesso uomo che aveva distrutto la sua relazione - trasforma il romanzo da storia d'amore a thriller psicologico.
La botanica come linguaggio dell'anima
Una delle caratteristiche più affascinanti del libro è l'uso sapiente della botanica come elemento narrativo. Come spiega Claire Elder nell'intervista, ogni capitolo si apre con un'epigrafe che racconta di una pianta legata alle vicende narrate: "Ho scoperto che molte sono legate a leggende e miti, o che hanno proprietà magiche. Così sono diventate personaggi della storia".
L'autrice attinge ai suoi ricordi personali - dalla Tunisia a Réunion, dalla Guyana all'Alvernia dove vive ora - per creare un universo botanico ricco di significati. Particolarmente inquietante è l'episodio dei semi di Abro che Anders fa trovare a Merel: "Sono un veleno terribile!", rivela Elder, trasformando anche questo dettaglio botanico in elemento di suspense.
Memoria olfattiva e ricordi perduti
Un tema centrale del romanzo è il potere evocativo dei profumi floreali nel risvegliare ricordi sepolti. L'autrice conferma a Io Donna la base scientifica di questo fenomeno: "Il ricordo degli odori resta nel cervello. Anche di quelli sperimentati da piccoli: il profumo di mia nonna cui ero molto legata e quello dei piatti che lei preparava sono vivi in me".
Attraverso Villa Adèle, la casa dei vicini, Merel inizia a ricostruire frammenti del suo passato misterioso, in un percorso che l'autrice ha arricchito con ricerche approfondite sui bambini sottratti con l'inganno sull'isola di Réunion negli anni '60 e '70.
La forza della sorellanza
"Credo nella forza della sorellanza", dichiara Elder. Nel romanzo, diverse donne aiutano Merel nel suo percorso di guarigione, rappresentando una rete di sostegno femminile che contrasta con la distruttività delle relazioni tossiche maschili. Un messaggio di speranza che l'autrice, madre di quattro figli, vede incarnato nelle nuove generazioni: "Guardando alle mie figlie, provo molta fiducia nelle giovani generazioni".




