Il golden power come strumento di tutela
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sta valutando seriamente l'attivazione del golden power per proteggere gli interessi italiani nella partecipazione di Borsa Italiana al gruppo Euronext. Come riporta The Watcher Post, la preoccupazione del governo riguarda il progressivo indebolimento del ruolo di Piazza Affari all'interno della holding europea delle borse valori.
Un ruolo che si affievolisce
L'acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext, completata nel 2021 per circa 4,4 miliardi di euro, aveva inizialmente promesso di mantenere l'autonomia e il peso strategico della piazza finanziaria milanese. Tuttavia, secondo le preoccupazioni emerse negli ambienti governativi, il ruolo di Borsa Spa all'interno del gruppo paneuropeo si starebbe progressivamente riducendo.
Euronext, che controlla le borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo oltre a Milano, rappresenta uno dei principali operatori finanziari europei. La governance del gruppo e le decisioni strategiche potrebbero però penalizzare gli interessi specifici della piazza italiana.
Lo strumento del golden power
Il golden power è uno strumento normativo che consente al governo italiano di esercitare poteri speciali in settori considerati strategici per la sicurezza nazionale. Nel caso delle infrastrutture finanziarie, questo meccanismo permetterebbe all'esecutivo di bloccare operazioni societarie, cessioni di partecipazioni o decisioni che potrebbero compromettere l'interesse nazionale.
L'eventuale attivazione richiederebbe un'analisi approfondita delle dinamiche interne a Euronext e del reale peso decisionale mantenuto da Borsa Italiana. La valutazione di Tajani si inserisce in un contesto più ampio di tutela delle infrastrutture strategiche del Paese.
Implicazioni per i mercati
Una possibile interferenza governativa attraverso il golden power potrebbe avere ripercussioni significative sui rapporti tra Italia ed Euronext, nonché sulla percezione internazionale dell'affidabilità dell'ambiente normativo italiano. Da un lato, l'azione tutelerebbe la sovranità finanziaria nazionale; dall'altro, potrebbe creare tensioni con i partner europei e gli investitori internazionali.
La questione evidenzia il delicato equilibrio tra integrazione europea dei mercati finanziari e tutela degli interessi nazionali, tema sempre più centrale nelle politiche economiche continentali.

