Il genio nato a San Giorgio a Cremano

Oggi, 19 febbraio 2026, Massimo Troisi avrebbe compiuto 73 anni. Come riporta ANSA, la sua città natale San Giorgio a Cremano lo ricorda con affetto nella 'casa' allestita a Villa Bruno, testimonianza dell'amore mai sopito per il suo figlio più illustre. Nato nel 1953 in una casa piccola e sovraffollata alle porte di Napoli, Troisi trasformò la vita quotidiana nel suo materiale artistico più prezioso.

Secondo BadTaste, "trent'anni senza Massimo Troisi" hanno dimostrato come la sua assenza sia "un vuoto incolmabile nel panorama della commedia italiana". Eppure i suoi film continuano a parlare "direttamente al cuore degli spettatori, vecchi e nuovi", grazie a quella voce cadenzata e quella gestualità napoletana "epurata da ogni stereotipo".

L'eredità de La Smorfia e l'esordio cinematografico

Prima del cinema, Troisi aveva fatto le ossa con il gruppo teatrale La Smorfia, insieme a Lello Arena e Enzo Decaro, poi in televisione con programmi come Non Stop e Luna Park. Un'anomalia cardiaca lo accompagnava fin da ragazzo: nel 1976 si sottopose a un delicato intervento che gli permise una vita pressoché normale, "ma con il cuore sempre in bilico".

I capolavori che hanno fatto la storia

Ricomincio da tre (1981) segnò l'esordio dirompente nel cinema. Come evidenzia BadTaste, Troisi fu "autore a tutto tondo: soggetto, sceneggiatura, regia e interpretazione". Il successo fu travolgente: oltre 600 giorni in sala e due David di Donatello. Il film mostrò subito la sua cifra stilistica: "un napoletano che esce da ogni stereotipo, non mattatore estroverso e solare, ma un uomo fragile, poetico, in cerca di un posto nel mondo".

Scusate il ritardo (1983) rappresentò un ulteriore salto di maturità, con scene memorabili come il monologo sulla Madonna che piange. Non ci resta che piangere (1984), co-diretto con Roberto Benigni, divenne probabilmente il più popolare, grazie all'alchimia perfetta tra i due comici.

Pensavo fosse amore invece era un calesse (1991) fu "un'operetta morale più che una semplice commedia", coraggiosa indagine sull'amore che finisce. Infine Il postino (1994), ultima fatica, lo consacrò definitivamente: candidato a cinque Oscar, vinse per la migliore colonna sonora e "cristallizzò per sempre la sua immagine di poeta del quotidiano".

L'immortalità artistica

Morto nel sonno il 4 giugno 1994 a soli 41 anni, Troisi aveva terminato le riprese de Il postino appena dodici ore prima dell'infarto fatale. Come racconta BadTaste, brindando con la troupe aveva detto: "Non dimenticatevi di me". Una premonizione che si è trasformata in promessa mantenuta: la sua filmografia, "breve per forza di cose, ma incredibilmente intensa", continua a emozionare generazioni di spettatori.