Il braccio di ferro tra Budapest e Kiev

L'Ungheria ha ufficialmente bloccato il prestito europeo da 50 miliardi di euro destinato all'Ucraina, una decisione che complica ulteriormente gli sforzi dell'Ue per sostenere Kiev nella resistenza all'invasione russa. Come riporta Repubblica, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjartó ha annunciato su X che il blocco resterà in vigore "finché non riprenderà il transito del petrolio verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba".

Il prestito, concordato al Consiglio europeo dello scorso dicembre, doveva fornire a Kiev i fondi urgentemente necessari per il bilancio statale e lo sforzo militare, a pochi giorni dal quarto anniversario dell'invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022.

Le accuse di ricatto

Szijjartó ha accusato duramente l'Ucraina di "ricattare l'Ungheria bloccando il transito del petrolio in coordinamento con Bruxelles e l'opposizione ungherese", con l'obiettivo di "creare interruzioni delle forniture in Ungheria e far salire i prezzi del carburante prima delle elezioni". Secondo il ministro ungherese, Kiev starebbe violando l'accordo di associazione UE-Ucraina, "venendo meno ai propri impegni nei confronti dell'Unione Europea".

La posizione di Budapest riflette le tensioni crescenti tra l'Ungheria di Viktor Orbán e l'Ue sulla gestione del sostegno all'Ucraina, con il governo ungherese che da tempo mantiene una linea più conciliante verso Mosca rispetto agli altri partner europei.

Nuove minacce alle infrastrutture ucraine

Mentre si consuma questo scontro diplomatico, l'Ucraina si prepara ad affrontare nuovi attacchi russi alle proprie infrastrutture energetiche. Secondo quanto riporta Repubblica citando Rbc-Ucraina, il ministro dell'Energia ucraino Denys Shmyhal ha comunicato che "gli operatori del settore energetico si stanno preparando a possibili nuovi attacchi da parte della Federazione russa".

Nonostante ciò, Shmyhal ha evidenziato "una tendenza a migliorare la situazione della fornitura di energia elettrica grazie a riparazioni e al riscaldamento 24 ore su 24", segno della resilienza del sistema energetico ucraino dopo mesi di bombardamenti mirati.

Pressioni internazionali sul Donbass

In questo contesto di crescenti tensioni, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato in un'intervista all'Afp le pressioni internazionali per cedere territori. "Sia gli americani sia i russi dicono che se vuoi che la guerra finisca domani, devi lasciare il Donbass", ha dichiarato il leader ucraino.

L'Ucraina controlla attualmente circa un quinto della regione di Donetsk, mentre la Russia ha conquistato praticamente l'intera regione di Luhansk. Insieme, queste due aree costituiscono il Donbass, una regione strategicamente cruciale per entrambe le parti in conflitto.