Il Board of Peace di Trump: "Niente di più potente"

Il presidente americano Donald Trump ha presieduto ieri a Washington la prima riunione del Board of Peace, l'organismo creato per sovrintendere la ricostruzione della Striscia di Gaza. Come riporta TGCOM24, Trump ha aperto l'incontro dichiarando: "Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace", aggiungendo che "non c'è niente di più potente e prestigioso" di questo obiettivo.

Secondo Repubblica, si tratta della prima riunione del consiglio voluto dal presidente americano, che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa per il processo di pace nella regione. Sky TG24 ha documentato le dichiarazioni di Trump, che ha ribadito come "il nostro compito è fare la pace".

Le proteste delle ONG: "E questa sarebbe una tregua?"

Mentre a Washington si svolgeva la riunione, a Roma Amnesty International Italia e Greenpeace hanno organizzato una manifestazione davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina. Come riporta Io Donna, su un maxi schermo sono apparse le scritte "E questa sarebbe una tregua? Fermiamo il genocidio a Gaza", accompagnate da immagini dei bombardamenti israeliani avvenuti dopo l'accordo di cessate il fuoco.

Sofia Basso, campaigner Pace di Greenpeace Italia, ha denunciato una situazione drammatica: "Dall'inizio del cessate il fuoco, il 9 ottobre 2025, le vittime palestinesi sono già più di 600, di cui oltre 100 bambini. Questa non è pace e non è nemmeno una tregua".

Le violazioni della tregua secondo le ONG

I dati presentati dalle organizzazioni sono allarmanti. Secondo quanto riportato da Io Donna, dal giorno successivo al cessate il fuoco al 10 febbraio 2026, Israele avrebbe violato l'accordo almeno 1.620 volte, con attacchi aerei, artiglieria e sparatorie dirette.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha criticato duramente l'iniziativa di Trump: "È sconcertante che coloro che hanno attivamente messo in crisi il sistema di protezione internazionale dei diritti umani propongano ora soluzioni che non tengono conto dei diritti delle persone palestinesi".

Il ruolo dell'Italia e le critiche costituzionali

L'Italia partecipa come osservatore al Board of Peace, una scelta che ha sollevato polemiche. Le ONG sostengono che questa partecipazione violi la Costituzione italiana e accusano il governo Meloni di continuare a inviare armi a Israele nonostante lo stop alle nuove autorizzazioni annunciato dopo il 7 ottobre 2023.

Amnesty International e Greenpeace chiedono al governo italiano di "sospendere immediatamente ogni tipo di fornitura e trasferimento di armi a Israele" e di impegnarsi per "un processo di pace duraturo, basato su giustizia e diritti".