La protesta dei campioni
Il mondo del tennis è in fermento dopo le dichiarazioni shock delle tenniste di punta mondiale. Come riporta Open, Jasmine Paolini, numero 8 al mondo, ha lanciato un ultimatum chiaro: «Se tenniste e tennisti sono uniti, e in questo momento lo siamo, possiamo boicottare gli Slam».
Le parole dell'azzurra arrivano all'indomani di una lettera firmata dai 20 migliori giocatori del circuito maschile e femminile, indirizzata agli organizzatori dei tornei del Grande Slam. La protesta si è materializzata durante una conferenza stampa agli Internazionali d'Italia 2026, dove le tenniste hanno esposto le loro rivendicazioni.
Sabalenka all'attacco: "Meritiamo di più"
Ancora più diretta è stata Aryna Sabalenka, attuale numero 1 al mondo. La tennista bielorussa ha dichiarato dal Foro Italico: «Penso che a un certo punto boicotteremo, sento che potrebbe essere l'unico modo per lottare per i nostri diritti». Secondo quanto riportato da Open, Sabalenka ha sottolineato il ruolo centrale dei giocatori: «Ho la sensazione che lo spettacolo dipenda da noi e che, senza di noi, non ci sarebbero i tornei e questo tipo di intrattenimento. Meritiamo assolutamente una percentuale di guadagno maggiore».
Il caso Roland Garros
Al centro della contestazione c'è il montepremi del Roland Garros 2026, in programma dal 24 maggio al 7 giugno. L'edizione di quest'anno prevede un aumento del 9,5% rispetto al 2025, ma i giocatori lo considerano insufficiente. La crescita complessiva dei ricavi del torneo è infatti stimata attorno al 14%, creando un evidente squilibrio che alimenta il malcontento.
«Gli Slam stanno aumentando i montepremi, ma non in proporzione alla crescita dei ricavi», ha spiegato Paolini, evidenziando come la disparità sia diventata insostenibile per i protagonisti del circuito.
Tutele mancanti e rivendicazioni
Le richieste dei tennisti vanno oltre i semplici montepremi. Come evidenziato nell'articolo di Open, Paolini ha sottolineato una questione cruciale: «Gli Slam non stanno contribuendo a questioni come pensioni e maternità, come invece stanno facendo ATP e WTA». Questa mancanza di tutele previdenziali e sociali rappresenta un ulteriore motivo di tensione tra giocatori e organizzatori.
Swiatek: via diplomatica ma sostegno alla causa
Più moderata ma altrettanto determinata la posizione di Iga Swiatek, numero 3 al mondo. La polacca ha preferito una linea diplomatica: «Il boicottaggio è una soluzione un po' estrema. Comunque la nostra proposta è abbastanza ragionevole». Swiatek ha auspicato «dialoghi costruttivi con gli organi di governo» e ha espresso la speranza che «prima del Roland Garros ci sia questa opportunità» di confronto.
La protesta unisce quindi le principali protagoniste del tennis femminile mondiale in una battaglia che potrebbe segnare una svolta storica nel rapporto tra giocatori e organizzatori dei Major.


