Emergenza sicurezza nel settore ittico

Il comparto della pesca italiana si trova ad affrontare una drammatica crisi della sicurezza, con quattro vittime già registrate nei primi mesi del 2026. La denuncia arriva da Confcooperative-Fedagripesca, che ha evidenziato come l'Italia detenga la maglia nera europea per la sicurezza in mare nel settore ittico.

Un trend allarmante in crescita

I dati forniti dall'organizzazione rivelano un quadro preoccupante: dal 2004 al 2022 si è registrato un raddoppio dei decessi in mare tra i lavoratori del settore. Un incremento che non può essere attribuito esclusivamente alle condizioni meteorologiche avverse, ma che trova le sue radici in problematiche strutturali più profonde.

Le cause del deterioramento

Flotte obsolete e mancanza di investimenti

Tra i principali fattori di rischio emerge l'età avanzata delle imbarcazioni della flotta italiana. Le navi da pesca, spesso datate e con sistemi di sicurezza inadeguati, rappresentano un pericolo costante per gli equipaggi. La mancanza di modernizzazione del parco navale compromette non solo la produttività ma soprattutto la sicurezza dei lavoratori.

I tagli europei aggravano la situazione

La situazione è ulteriormente complicata dai significativi tagli ai fondi europei destinati al settore, che possono raggiungere il 63%. Questa riduzione delle risorse limita drasticamente le possibilità di rinnovamento delle flotte e di implementazione di nuove tecnologie per la sicurezza.