Prime ricerche senza esito
Si è chiusa con un nulla di fatto la prima giornata di ricerche intensificate per ritrovare la testa di Pamela Genini, la giovane donna di 29 anni brutalmente uccisa dall'ex fidanzato Gianluca Soncin il 14 ottobre scorso a Milano. Come riporta TGCOM24, le perquisizioni condotte dal Nucleo investigativo di Bergamo nella proprietà di Francesco Dolci, altro ex della vittima, non hanno portato al ritrovamento dei resti cercati.
"Hanno trovato ossa di bacino di una volpe, nient'altro", ha dichiarato Dolci all'inviata di "Dentro la Notizia" mentre si dirigeva verso il comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo. L'uomo, attualmente indagato per vilipendio di cadavere in relazione alla profanazione della tomba di Pamela nel cimitero di Strozza, ha fornito dettagli sull'operazione investigativa.
Operazione di vasta portata
L'azione, autorizzata da un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Bergamo, ha coinvolto unità cinofile specializzate provenienti da Firenze. I cani Claus, un pastore tedesco belga malinois, e Hula, un pastore tedesco, sono addestrati specificamente per il reperimento di parti anatomiche in contesti ambientali complessi.
"Hanno perlustrato le proprietà dei vicini e sono entrati anche in una stalla abbandonata dove hanno tolto pezzi di muro", ha spiegato Dolci, aggiungendo che gli investigatori hanno "perquisito una fossa biologica, ricontrollato il garage e pure degli alveari non di mia proprietà mentre le botole sotto casa le avevano già perquisite".
Le prove video e i sospetti
Secondo quanto emerso dalle fonti investigative riportate da Sky TG24, le immagini di videosorveglianza del cimitero mostrerebbero una sagoma riconducibile all'ex fidanzato con una percentuale di probabilità del 90%. RaiNews conferma che le autorità hanno acquisito le registrazioni per identificare chi sia entrato nel camposanto dove è avvenuta la profanazione.
La tomba di Pamela è stata violata e il corpo decapitato, un gesto che ha sconvolto ulteriormente una vicenda già drammatica. L'omicidio della giovane donna aveva già scosso l'opinione pubblica per la sua brutalità, e ora la profanazione aggiunge un elemento di particolare gravità al caso.
Le indagini continuano
Nonostante l'esito negativo della prima giornata, le ricerche proseguiranno nei prossimi giorni interessando un'area rurale vasta della provincia bergamasca. "Vado per firmare l'esito negativo della perquisizione", ha dichiarato Dolci quando gli è stato chiesto del motivo della convocazione in caserma, escludendo il rischio di un fermo.
Gli investigatori mantengono alta l'attenzione su questo caso che presenta aspetti inquietanti e complessi, con l'obiettivo di fare piena luce su tutti gli eventi collegati alla morte di Pamela Genini e alla successiva violazione della sua sepoltura.

