Una vittoria storica che cambia l'Ungheria
L'Ungheria volta pagina dopo 14 anni. Peter Magyar ha sconfitto Viktor Orbán nelle elezioni parlamentari con una vittoria schiacciante, sostenuta da un'affluenza record del 77,8% degli aventi diritto al voto. Come riporta Vanity Fair Italia, il leader del partito Tisza ha ottenuto una supermaggioranza che gli consentirà di governare senza ostacoli.
Nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria, Magyar ha dichiarato: "Rappresenteremo tutti gli ungheresi", esortando il presidente a conferirgli "il prima possibile" il mandato per formare il nuovo governo. "Il nostro Paese non ha tempo da perdere – ha sottolineato secondo Sky TG24 –. Ha grandi problemi da affrontare, è stato tradito e devastato".
Svolta pro-europea: addio ai conflitti con Bruxelles
Il cambio di rotta più significativo riguarda i rapporti con l'Unione Europea. Magyar ha promesso "un approccio costruttivo" rispetto all'Ue, dichiarando che "non andremo per combattere per il gusto di combattere, per poi accusare Bruxelles di essere matrigna", in chiaro riferimento alle politiche del suo predecessore.
Come evidenzia Wired Italia, questa vittoria permetterà di "ricostruire" la democrazia dall'interno dopo la deriva illiberale di Orbán, offrendo all'Unione europea la possibilità di "tirare un sospiro di sollievo". Il nuovo premier ha accusato Orbán di aver reso "l'Ungheria il Paese più povero e più corrotto dell'Unione europea".
Le accuse sui documenti distrutti
Magyar ha lanciato gravi accuse contro il governo uscente, sostenendo che il ministro degli Esteri Peter Szijjártó e la squadra di Orbán stiano "distruggendo documenti" relativi alle sanzioni Ue contro la Russia. "Stanno distruggendo documenti, questo non li aiuterà", ha affermato, paragonando questa pratica a "quanto fatto ai tempi del comunismo".
La freddezza di Mosca e le nuove alleanze
La Russia ha reagito con freddezza al cambio di governo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha fatto sapere che Mosca non si congratulerà con Magyar perché l'Ungheria è "un Paese non amico che sostiene le sanzioni" contro la Russia. Peskov ha inoltre precisato che il rapporto tra Putin e Orbán non era mai stata "un'amicizia", ma semplicemente "un dialogo".
Magyar ha risposto ringraziando Russia e Cina "per aver accettato con rispetto la decisione dell'elettorato ungherese", dimostrando un approccio diplomatico pragmatico.
Le sfide future: fondi Ue e adesione ucraina
Il nuovo governo dovrà affrontare sfide cruciali. Sul fronte delle sanzioni contro Mosca, un cambio di linea ungherese potrebbe sbloccare nuovi pacchetti di misure finora fermi. Orbán, accusato di agire come "cavallo di Troia" del Cremlino, aveva mantenuto rapporti stretti con Putin nonostante la guerra.
Più complesso il dossier sull'adesione dell'Ucraina all'Ue. Mentre Orbán aveva bloccato ogni progresso, Magyar potrebbe autorizzare l'apertura dei "cluster" negoziali, anche se ha promesso un referendum sull'ingresso di Kiev.
In parallelo, Budapest punta a ottenere lo sblocco dei fondi europei congelati, pari a circa 18 miliardi di euro, legati alle preoccupazioni sullo stato di diritto. Il nuovo governo avrà tempo fino alla fine di agosto per avviare riforme e recuperare almeno 10 miliardi del piano nazionale di ripresa e resilienza.



