La decisione del tribunale: libertà sotto cauzione
Jessica Moretti, direttrice del locale Constellation teatro della tragedia di Capodanno, resterà in libertà dopo il versamento di una cauzione di 200mila franchi svizzeri. Come riporta Open, la decisione è arrivata dopo quella analoga per il marito Jacques, con l'imposizione di misure restrittive tra cui il ritiro dei documenti personali e l'obbligo di firma.
Il benefattore nell'ombra: anonimato 'necessario'
Il caso presenta un elemento inedito: l'intervento di un benefattore misterioso che ha versato l'intera somma. Secondo quanto emerso dalle 14 pagine dell'ordinanza dei giudici del Cantone Vallese, riportata da Open e Repubblica, il donatore viene identificato solo come 'N.N.' e la sua identità è coperta da segretezza assoluta.
I magistrati hanno definito questa protezione 'assolutamente necessaria' per tutelare la sicurezza del terzo finanziatore, facendo esplicito riferimento ai 'momenti di altissima tensione' del 13 febbraio, quando i parenti delle vittime hanno dato vita a una dura contestazione contro i coniugi Moretti fuori dall'aula.
Una coppia 'disprezzata' ma con amici potenti
L'ordinanza non usa mezzi termini nel descrivere il clima sociale che circonda gli indagati. Come evidenzia Repubblica, la coppia è considerata 'disprezzata' dall'opinione pubblica, ma questa stessa emarginazione diventa paradossalmente una garanzia per la giustizia.
I giudici hanno argomentato che i legami di 'amicizia sincera e forte' con terze persone influenti sono tali che una fuga dei Moretti coinvolgerebbe anche chi li ha aiutati economicamente. In sostanza, chi ha versato la cauzione rischierebbe troppo in termini reputazionali se gli imputati decidessero di sottrarsi al processo.
Le accuse dei sopravvissuti italiani
Mentre si definiscono le questioni processuali, emergono nuove testimonianze drammatiche. Secondo quanto riportano TGCOM24 e RaiNews, i feriti italiani hanno fornito agli inquirenti romani racconti agghiaccianti: 'Tutte le uscite di sicurezza erano chiuse' e 'nessuno ci ha dato indicazioni' durante l'incendio.
Particolarmente pesante l'accusa diretta contro Jessica Moretti: 'È scappata', affermano i testimoni italiani. Tuttavia, la difesa ha sempre sostenuto che la donna fosse uscita dal seminterrato per allertare i soccorsi, versione che i giudici sembrano aver preso in considerazione valutando positivamente il suo comportamento post-tragedia.
Il rischio fuga scongiurato
Nonostante l'accusa avesse ipotizzato il rischio di clandestinità, i magistrati hanno ritenuto sufficiente la cauzione. Nell'ordinanza si legge: 'L'imputata non ha in alcun modo tentato di fuggire dopo l'incendio. Ne è prova il fatto che, quasi cinquanta giorni dopo, risiede ancora nel Vallese'.



