Escalation militare nel Mediterraneo
La crisi tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un punto di svolta con il dispiegamento della USS Gerald R. Ford nel Mar Mediterraneo. Come riporta Open, la portaerei più grande del mondo è entrata ufficialmente nelle acque del Mediterraneo, accompagnata dal cacciatorpediniere USS Mahan, classe Arleigh Burke, attualmente in transito attraverso lo Stretto di Gibilterra.
Questo movimento navale rappresenta un dispiegamento di forze che, per dimensioni e rapidità, non ha precedenti dall'invasione dell'Iraq del 2003. La Gerald Ford si sta dirigendo verso il Medio Oriente per unirsi alla USS Abraham Lincoln e ad altre navi da guerra americane nella regione.
L'ultimatum di Trump e la risposta iraniana
La tensione è esplosa dopo l'ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump dal palco del Board of Peace: "Capiremo entro dieci giorni se potremo trovare un accordo o se succederanno brutte cose". Secondo quanto riportato da Open, Trump ha trasformato quella che era una semplice missione di pattugliamento in una potenziale avanguardia militare.
Di fronte a questa pressione, l'Iran ha tentato la carta diplomatica. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che una bozza di accordo sul nucleare "sarà pronta entro 2-3 giorni". La mossa, coordinata con Mosca attraverso un colloquio telefonico tra Araghchi e il ministro russo Sergej Lavrov, mira a dimostrare la "serietà" della Repubblica Islamica nel rispettare il Trattato di non proliferazione.
Avvertimenti all'ONU e scenario di guerra
Parallelamente all'offerta diplomatica, Teheran ha inviato una lettera al Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres, denunciando il "rischio reale di aggressione militare". Come evidenzia Open, l'Iran ha avvertito che, pur non volendo la guerra, risponderà "con decisione" a un eventuale attacco, dichiarando ogni base, struttura o risorsa americana nella regione "obiettivo legittimo".
L'amministrazione Trump sta valutando una campagna aerea prolungata che potrebbe colpire non solo i siti nucleari iraniani, ma anche l'arsenale missilistico e le infrastrutture di supporto ai gruppi pro-Iran nella regione. Tuttavia, il New York Times ha sottolineato un'anomalia storica: raramente gli Stati Uniti si sono preparati a un atto di guerra di tale portata con così poco dibattito pubblico.
Il tempo stringe
Mentre la flotta americana avanza e il cronometro dell'ultimatum scorre, entrambe le parti sembrano prepararsi a scenari multipli. Trump, sollecitato dai giornalisti sulla possibilità di un attacco mirato, si è limitato a dire: "Credo di poter dire che lo sto prendendo in considerazione".



