Escalation militare: abbattuto secondo F-35 americano
Nel 35° giorno della Guerra del Golfo, l'Iran ha rivendicato l'abbattimento di un secondo caccia F-35 americano. Come riporta Open, l'agenzia iraniana Fars ha confermato che il velivolo "è stato distrutto ed è precipitato" mentre sorvolava l'Iran centrale. L'agenzia Mehr ha precisato che è "improbabile che il pilota fosse riuscito a lasciare il velivolo a causa della violenta esplosione".
Minacce iraniane alle forze di terra USA
Le Guardie Rivoluzionarie hanno intensificato le minacce contro una possibile invasione terrestre. Il portavoce dello Stato Maggiore iraniano Abolfazl Shekarchi ha dichiarato: "Aspettiamo che le forze di terra statunitensi inizino le operazioni contro l'Iran, così da creare per loro un mattatoio". Una strategia intimidatoria che punta a scoraggiare l'escalation del conflitto.
Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz
Un elemento cruciale emerge dal controllo iraniano dello Stretto di Hormuz. Secondo Open, per la prima volta dall'inizio del conflitto, una nave europea - la portacontainer francese Kribi - è riuscita ad attraversare la via d'acqua. Il passaggio è avvenuto seguendo la "rotta di Larak" e presumibilmente pagando il cosiddetto "pedaggio di Teheran" imposto dai Pasdaran.
Lloyd's List Intelligence ha ribattezzato questo sistema il "pedaggio di Teheran", evidenziando come l'Iran abbia di fatto privatizzato il controllo di una delle rotte commerciali più strategiche al mondo, attraverso cui transita il 20% del petrolio e gas mondiale.
La risposta di Trump e le critiche internazionali
Il presidente americano Donald Trump ha risposto alle provocazioni iraniane con nuove minacce sui social: "Il nostro esercito non ha nemmeno iniziato a distruggere ciò che rimane dell'Iran. Poi i ponti, poi le centrali elettriche". Una escalation verbale che ha suscitato preoccupazioni internazionali.
Il Segretario Generale ONU António Guterres ha condannato il "linguaggio disumanizzante" di Trump, mentre oltre 100 esperti di diritto internazionale di università prestigiose come Harvard, Yale e Stanford hanno scritto una lettera aperta denunciando "potenziali crimini di guerra" nell'operazione americana.
Bilancio degli attacchi e capacità iraniane residue
Gli ultimi attacchi iraniani hanno causato 148 feriti in Israele nelle ultime 24 ore, portando il totale dei ricoveri a 6.594 dall'inizio del conflitto. L'intelligence USA stima che l'Iran mantenga ancora circa il 50% dei suoi lanciatori missilistici e migliaia di droni d'attacco.
La distruzione del ponte B1 tra Teheran e Karaj ha provocato 8 morti e 95 feriti. Come riferisce un funzionario a Axios, il ponte serviva per trasportare segretamente missili e componenti verso i siti di lancio occidentali.



