La rinuncia di Freni e le tensioni di governo

Federico Freni ha deciso di fare un passo indietro nella corsa per la presidenza della Consob, mettendo fine a mesi di tensioni sotterranee all'interno della maggioranza. Come riporta RaiNews, il sottosegretario leghista al ministero dell'Economia ha motivato la sua decisione come "un atto di responsabilità istituzionale, per evitare uno stallo dannoso al Paese".

La candidatura di Freni, fortemente sostenuta dal ministro Giancarlo Giorgetti, si era scontrata con l'opposizione netta di Forza Italia. Secondo le fonti, Antonio Tajani aveva insistito per un profilo terzo, non politico, al fine di garantire l'indipendenza dell'autorità di vigilanza sui mercati finanziari.

Il muro di Forza Italia e la reazione della Lega

Il rifiuto degli azzurri ha scatenato reazioni negative all'interno della Lega. Matteo Salvini, pur mantenendo il silenzio pubblico, come evidenzia RaiNews, è apparso "scuro in volto" ai cronisti, mentre nei corridoi del potere i leghisti avvertono che ora non sarà accettato un nome indicato da Forza Italia.

"Sono abituato a risolvere i problemi, non a crearli", ha spiegato Freni, non rinunciando però a una battuta critica: "Mi dispiace che fare politica possa essere considerato un limite". Il ministro Giorgetti ha minimizzato la questione: "Secondo Il Sole 24 Ore", ha dichiarato che si tratta di "decisioni sue che rispetto, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi".

L'urgenza di una nomina per i mercati

La situazione presenta aspetti di urgenza istituzionale. La Consob - Commissione nazionale per le società e la borsa - è l'autorità che vigila sui mercati finanziari italiani, con il compito principale di assicurare la trasparenza delle società quotate e proteggere gli investitori.

Il mandato del precedente presidente Paolo Savona è terminato da oltre due mesi e attualmente l'organismo è guidato dalla vicaria Chiara Mosca. Come sottolinea RaiNews, mercati e istituzioni attendono da fin troppo tempo questa nomina strategica.

Meloni chiamata alla mediazione

Il problema approda ora direttamente sul tavolo della premier Giorgia Meloni. Due settimane fa la presidente del Consiglio si era detta ottimista su una soluzione rapida, ma il tempo è scaduto senza risultati concreti.

La prossima occasione di confronto sarà il Consiglio dei ministri, dove Meloni dovrà mediare tra l'irritazione della Lega e la rigidità di Forza Italia. Tra i nomi che circolano per superare l'impasse emerge quello di Federico Cornelli, attuale commissario dell'autorità, che potrebbe rappresentare quel profilo "tecnico" gradito agli azzurri.

La strada resta tuttavia in salita e lo scontro tra gli alleati minaccia di allungare ancora i tempi per una nomina che riveste carattere strategico per il sistema finanziario italiano.