La disinformazione conquista gli elettori giapponesi
Una ricerca condotta dall'Università Toyo ha svelato un fenomeno preoccupante: durante le elezioni generali giapponesi dell'8 febbraio, circa l'80% degli elettori che hanno incontrato false informazioni le hanno considerate autentiche. Lo studio, coordinato dal professor Morihiro Ogasawara, ha coinvolto 1.793 cittadini di età compresa tra 18 e 79 anni attraverso un sondaggio online.
I numeri della disinformazione
Dei partecipanti al sondaggio, 921 persone - circa la metà del campione - hanno dichiarato di aver visto o sentito almeno una delle cinque false notizie verificate dai ricercatori. La bufala più diffusa riguardava l'aumento dei prezzi degli appartamenti, falsamente attribuito agli acquisti speculativi da parte di investitori stranieri: questa informazione è stata vista da un quarto degli intervistati, con l'89,6% che l'ha ritenuta veritiera.
Media tradizionali e social: chi convince di più
L'analisi dei canali di diffusione rivela dati sorprendenti: mentre il 32,7% degli intervistati ha incontrato fake news attraverso la televisione, il 22,7% tramite siti di notizie e app, e il 20% sui social media, è proprio la TV a registrare il più alto tasso di credibilità (84,9%). Seguono le conversazioni con amici e familiari (82,4%) e i siti di notizie (80,3%).
L'appello degli esperti
Il professor Ogasawara ha sottolineato come "una grande quantità di false informazioni si sia diffusa durante il breve periodo di campagna elettorale, superando apparentemente la capacità della televisione e di altri mezzi di informazione". Di fronte all'emergere di video falsi creati con intelligenza artificiale generativa, l'esperto chiede la creazione di "un ambiente che consenta un facile accesso a informazioni affidabili".


