Un nuovo organismo per la pace mondiale

"Stiamo costruendo la pace: una parola facile da pronunciare, difficile da produrre". Con queste parole, Donald Trump ha inaugurato a Washington la prima riunione del Board of Peace, l'ambizioso organismo mondiale creato in pochi mesi dal presidente americano per gestire la transizione post-conflitto nella Striscia di Gaza.

Come riporta TGCOM24, l'iniziativa rappresenta una risposta alla devastazione causata da due anni di guerra nella regione. Il piano complessivo prevede 50 miliardi di dollari per la ricostruzione, di cui 5 miliardi già stanziati direttamente dal Board of Peace.

Una coalizione internazionale in crescita

Attualmente 27 Paesi hanno aderito all'iniziativa, con l'Italia che partecipa come osservatore attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente in collegamento da Washington, secondo quanto documentato da Open. Trump ha però chiarito le sue aspettative: "Alcuni stanno cercando di fare i furbi, ma non funziona. Con me non si può fare i furbi".

Il presidente americano ha definito il Board "il consiglio più prestigioso mai messo insieme", sottolineando come praticamente tutti i partecipanti siano capi di Stato e come l'organismo abbia un potere e prestigio senza precedenti.

Il ruolo controverso della FIFA

Tra i presenti alla cerimonia inaugurale, ha fatto discutere la partecipazione di Gianni Infantino, presidente della FIFA. Come evidenzia Open, la sua presenza ha suscitato critiche, soprattutto per la "scenetta" del cappellino USA indossato davanti alla stampa, che ha fatto il giro dei social network.

Infantino non era però presente solo per protocollo: la FIFA contribuirà con 75 milioni di dollari per progetti calcistici a Gaza, con l'idea di ospitare grandi tornei con celebrità del settore. Trump ha pubblicamente ringraziato il dirigente svizzero per il premio per la pace conferito dalla FIFA, scherzando: "Sono stato fregato dalla Norvegia" in riferimento al Nobel mancato.

Oltre Gaza: un'ambizione globale

Il Board of Peace non si limita alla questione palestinese. Trump ha chiarito che l'organismo si propone di intervenire in altre crisi globali, configurandosi come uno strumento diplomatico permanente per la gestione dei conflitti internazionali.

La presenza di Infantino testimonia anche i legami strategici con l'Arabia Saudita, paese ospitante dei Mondiali 2034, e il ruolo del calcio come strumento di soft power diplomatico. Non a caso, il dirigente FIFA era presente anche a Sharm el-Sheikh durante la firma della tregua per Gaza.